Via Passo Nigra e la “sbarra fantasma”
Lunedì sera un gruppo di persone si è ritrovata per una "passeggiata di solidarietà" in una strada secondaria, dopo che una passante era stata allontanata in malo modo. "È una via pubblica o privata?"
Quella via è privata o pubblica? La domanda riguarda via Passo Nigra, viuzza residenziale nella zona di Cajello di Gallarate. Un passaggio che è stato al centro di attenzioni negli ultimi tempi, per la segnalazione arrivata (sui social network) da parte di una persona allontanata in malo modo da alcuni residenti, a maggio: nella serata di lunedì 9 giugno in via Passo Nigra alcune persone si sono ritrovate per una passeggiata di solidarietà con chi era stato "allontanato" dalla via. Tra loro, anche qualche esponente politico, come Alberto Bilardo, assessore a Somma Lombardo e membro del direttivo di Forza Italia Gallarate (c’erano però anche simpatizzanti di altre forze politiche). Proprio da Forza Italia arriva ora una interrogazione all’amministrazione comunale per chiarire se la strada sia – appunto – pubblica o privata: l’ha presentata il capogruppo Germano Dall’Igna, che chiede appunto chiarimenti sulla natura del passaggio (la strada è comunque a fondo cieco) e sulla presenza di una sbarra che limita in parte la via. Casi di questo genere non sono rari, compresa qualche tensione tra vicini.
Curiosità: una situazione simile era stata segnalata, nel 2007, in via dei Celsi, dove – in contemporanea ad un intervento di ristrutturazione – era comparsa una sbarra che ha limitato il transito sulla via (che è divisa in due parti da una ex corte agricola, formata da diversi fabbricati): vi furono diverse segnalazioni di alcuni residenti della zona ma non si era mai chiarita la natura del passaggio e della presenza della sbarra. La via è tornata alla ribalta di recente perché la corte interessata comprende anche i locali che furono usati come "covo" dai fratelli Cutrì nei mesi precedenti la spettacolare evasione dal tribunale di Gallarate di Domenico, operazione costata la vita al fratello Antonino. Nel caso di via dei Celsi però – è bene notarlo – non c’era nessun comportamento aggressivo.
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