Il Comune alla riscoperta di Jacopino da Tradate
Domenica scorsa l'amministrazione comunale e l'associazione studi storici cittadina hanno partecipato a un convegno a San Fiorano Lodigiano, dedicato ad una statua del celebre scultore
Il Comune alla riscoperta della figura di Jacopino da Tradate. Domenica scorsa il sindaco Laura Cavallotti, il presidente del consiglio comunale, Carlo Uslenghi e il presidente dell’associazione studi storici tradatesi Federico Colombo hanno partecipato a un convegno a San Fiorano Lodigiano, dedicato ad una statua del celebre scultore.
L’iniziativa era dedicata alla riscoperta della statua e della sua storia, il cui originale è conservato al museo del castello sforzesco di Milano. Erano presenti anche diversi importanti studiosi tra cui Annibale Zambarbieri, storico del cristianesimo, Laura Cavazzini dell’università di Trento, Laura Basso, conservatore delle civiche raccolte d’arte del castello sforzesco e Francesca Debolini della sovrintendenza per i beni artistici e storici di Milano.
«La statua della madonna con il bambino conservata a Milano, e il cui scultore era incerto, da oggi risulta ufficialmente di Jacopino da Tradate – spiega Colombo dell’associazione studi storici tradatese -. Anche la sua origine finalmente è stata scoperta, mentre fino ad ora risultava avvolta nelle nebbie del tempo. La statua infatti era originariamente collocata presso l’oratorio di San Fiorano martire tra Lodi e Piacenza. Nel 1929 in seguito ad un furto venne incautamente venduta dal sacerdote di allora, che ne ignorava il reale valore, alla contessa Anna Cristina del Majno Casati, che la donò poi nel 1941 al museo milanese. Un altro pezzo di storia, della quale si è reso protagonista un nostro concittadino, definito dalla Cavazzini: “uno dei più grandi artisti lombardi del 400 che fino ad ora è stato poco studiato e approfondito ma che nei prossimi anni troverà sicuramente spazio anche all’interno dei manuali di storia dell’arte, grazie all’elevata qualità delle sue opere, che possono essere definite dei veri capolavori”. A san Fiorano rimane una copia in gesso, mentre l’originale rimarrà a Milano a disposizione del folto pubblico. E chissà che nei prossimi tempi, visto il grande interessamento dell’amministrazione comunale, la città non possa essere protagonista di eventi e manifestazioni che riportino in auge il ricordo e il prestigio di un suo celeberrimo figlio».
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