“Matrimonio negato, deve decidere il Ministero”

Nel 2008 una coppia formata da un ragazzo albanese e una ragazza italiana non vennero sposati dall’allora sindaco. I due hanno presentato una richiesta di risarcimento

Ancora nessuna sentenza per il caso degli “sposini mancati di Tradate”. La giovane coppia, formata da un italiana incinta di sei mesi e un 25enne di origine albanese, tentò di unirsi in matrimonio civile nel 2008, dopo due anni di convivenza. Lui non possedeva il permesso di soggiorno e l’amministrazione comunale, guidata dall’allora sindaco Stefano Candiani (Lega Nord, Pdl) impedì le nozze. Il ragazzo venne rimandato in patria e lei partorì senza di lui. I due giovani, che si sono poi sposati in Albania, dopo che il giudice di Pace ha dato loro ragione, hanno fatto causa al Comune di Tradate, chiedendo un risarcimento danni di 40mila euro.

Il comune, oggi guidato da Laura Cavalotti (centrosinistra) ha continuato a difendersi. Oggi, mercoledì 4 dicembre, dopo mesi di attesa il giudice che doveva decidere sul risarcimento, non si è espresso, in quando ha rilevato “una carenza di legittimazione passiva del comune”. In poche parole non sarebbe il giudice a dover decidere sul risarcimento ma il Ministero. «Il giudice non si è pronunciato nel merito della questione – spiegano gli avvocati della coppia -, adesso dobbiamo capire se fare appello a questa sentenza, oppure procedere con richiesta risarcitoria al Ministero». 

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Pubblicato il 04 Dicembre 2013
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