Il commercio cittadino si fa “smart”
Comune, Distretto del Commercio e Liuc hanno firmato la convenzione che farà di Gallarate una smart city nell'ambito del progetto sperimentale già avviato a Varese
E’ stata firmata ieri, 5 giugno, nella sede municipale di Palazzo Borghi, la convenzione fra Comune di Gallarate, Distretto Urbano del Commercio e LIUC – Università Cattaneo per lo sviluppo del progetto “Gallarate smart city”. Alla presenza del direttore Ascom, Gianfranco Ferrario, e del manager del D.U.C., Gianluca Tonellotto, hanno sottoscritto l’accordo il sindaco, Edoardo Guenzani, l’assessore allo Sportello Unico per le imprese e le Attività Produttive, Angelo Bruno Protasoni, e il direttore amministrativo della LIUC, Gian Claudio Castellani.
L’iniziativa punta a semplificare e velocizzare pagamenti presso negozi convenzionati o per la sosta delle auto, reperimento d’informazioni (su articoli in vendita negli esercizi commerciali, offerte promozionali e simili), circolazione di indicazioni utili (da quelle relative, per esempio, alle maggiori possibilità di parcheggio in una certa area della città agli avvisi sull’imminente scadenza del disco orario). Il tutto grazie a un’applicazione per smartphone (che permette di utilizzare una sorta di “pacchetto base”) e all’abbinamento a una carta di credito. Semplice il gesto richiesto agli utenti del servizio: per avere le informazioni desiderate dovranno avvicinare il loro apparecchio ad apposite vetrofanie esposte dai negozianti o posizionate in punti strategici (per esempio le casse automatizzate dei parking). Il progetto, già iniziato a Varese, è sostenuto economicamente dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura ed è curato negli aspetti tecnici dal Lab#ID dell’Università LIUC.
«Non intendiamo – ha chiarito Giacomo Buonanno, ordinario della Scuola d’Ingegneria della LIUC e capo progetto per “Smart City” – replicare esattamente ciò che si sta realizzando a Varese. E’ possibile, infatti, calibrare il servizio su esigenze specifiche dei vari Comuni. Nel caso di Gallarate, per esempio, si può valutare l’ipotesi di inserire nell’iniziativa le istituzioni culturali o il Seprio Park. Incominceremo quindi uno studio proprio per individuare i temi di maggiore interesse per la città».
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