Consiglio comunale caldo, minoranze sul piede di guerra
Si tratta della votazione del regolamento dei controlli interni e dell’approvazione della delibera di giunta 5/2013 relativa all’accorpamento di due aree chiave del Comune
Si annuncia un consiglio comunale “caldo” a Gazzada Schianno: nella sala consiliare di via Matteotti venerdì 15 marzo alle 21.15 si discuteranno due punti piuttosto attesi (in tutto saranno sette), in particolare i punti 5 e 7. Si tratta della votazione del regolamento dei controlli interni e dell’approvazione della delibera di giunta 5/2013 relativa all’accorpamento di due aree chiave del Comune (Servizi Istituzionali e Affari Generali) con relativo demansionamento di una dirigente dell’amministrazione.
Per quanto riguarda il regolamento controlli interni, le perplessità delle minoranze derivano dal
fatto che il voto sarebbe dovuto arrivare entro il 10 marzo: «È una prassi preoccupante, senza dimenticare lo scontro tra parte politica e parte amministrativa che sta toccando livelli assurdi – spiega Rosi Brandi, consigliere di minoranza (nella foto) -. Il consiglio comunale è stato convocato l’8, quindi a livello di tempi il Comune è nel giusto, ma non si doveva arrivare all’ultimo momento per approvare un regolamento importante. Se poi è venuta a mancare la fiducia tra sindaco e direttore generale del Comune, che poi è anche il segretario comunale (Maria Scognamiglio), si dovrebbe provvedere per trovare una soluzione adatta».
Più controverso e complesso il punto successivo. Sono state le minoranze a richiedere la discussione in consiglio comunale per “l’attuazione di procedure amministrative quanto meno discutibili”: in particolare le perplessità derivano dalla decisione della giunta comunale (delibera 5/2013, per altro introvabile sul sito del Comune, fermo alle delibere di novembre 2012) guidata dal sindaco Cristina Bertuletti di accorpare le aree amministrative Servizi Sociali e Affari Generali, riducendo il numero di dirigenti da 7 a 6 con un risparmio per le casse comunali di circa 10/11 mila euro che si somma all’ulteriore risparmio che deriva dalla decurtazione degli stipendi per i dirigenti, ridotti del 10% nel quadro della spending review. La decisione ha ricevuto parere sfavorevole da parte del segretario comunale, che ha anche espresso la propria contrarietà scrivendo al Prefetto di Varese: «Un evento più unico che raro – spiega la Brandi -. Senza voler personalizzare la vicenda (la dirigente demansionata era in ruolo da circa dieci anni ed è tornata a fare l’impiegata), restiamo perplessi di fronte all’ennesimo scontro tra sindaco e segretario comunale. Inoltre non condividiamo un accorpamento deciso all’improvviso, senza riflessione nè pianificazione: una decisione che rischia di penalizzare i cittadini, che non avranno più un punto di riferimento certo in due aree chiave. Io sono convinta che di aree ne basterebbero 4, ma non si può decidere così, senza razionalizzare l’intera struttura comunale».
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