Zambrotta incontra gli studenti: “Conciliate studio e sport”
Il campione di Juve, Milan e Barcellona ha incontrato gli studenti del liceo dello sport Marco Pantani raccontando la sua esperienza e i suoi progetti futuri. "Lo sport è fondamentale -ha detto Zambrotta- ma non dovete trascurare la scuola"
E’ stato nella rosa di club come Milan, Juve e Barcellona, ha giocato nella nazionale vincendo, tra l’altro, la coppa del mondo nel 2006 ma ora, a 36 anni, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. E’ Gianluca Zambrotta, campione del calcio italiano, che giovedì 14 marzo ha incontrato gli studenti del liceo dello sport Pantani. «Per chi come me ha frequentato la scuola mentre faceva sport -racconta Zambrotta- non è facile» ma il sacrifico «fa parte del sogno che uno si prefigge». La conciliazione tra sport e scuola, infatti «è un qualcosa di difficile ma che si può e si deve fare» dal momento che «se la scuola è importante, anche lo sport è fondamentale».
Incalzato dalle domande, Zambrotta ha poi ripercorso la sua storia sportiva da quando giocava nelle giovanili del Como fino ad arrivare sul prato del Camp Nou, indossando la maglia del Barcellona. Il ricordo più indelebile della sua carriera, comunque, riguarda «la prima convocazione in nazionale, nel 1999». In quella occasione «ho potuto giocare con il mio idolo di sempre, Roberto Baggio» ma l’emozione più grande è arrivata quella notte del 9 luglio 2006 sotto il cielo di Berlino. «Non era il periodo ideale per giocare -ricorda Zambrotta, riferendosi allo scandalo del calcioscommesse- ma con la forza del gruppo ci siamo stretti insieme, lasciando stare quello che accadeva intorno a noi» e arrivando così ad innalzare la Coppa del Mondo.
Ora che ha lasciato il calcio giocato, però, i suoi progetti sportivi non sono certo terminati. «Inaugureremo a settembre un centro sportivo a Como, dove abito io, che faciliti la pratica di qualunque sport a tutti i giovani». Secondo Gianluca Zambrotta «lo sport è divertimento, allegria e gioia» e per questo i giovani devono poterlo praticare «preoccupandosi solo di divertirsi».
Numerose sono state infine le domande che gli studenti hanno rivolto al giocatore, pirma di assediarlo per autografi e foto. E tra tutte, spicca quella di un giovane studente che ha chiesto «Quale è il numero esatto degli scudetti della Juve?» La risposta? «Per noi naturalmente 30»
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