Basket - Pagelle
Viaggia come una MotoGP, 46 di valutazione: chiamatelo Dottor Ross
Il play mette a segno una tripla doppia memorabile, Brown è altrettanto fantastico. Reyes è commovente: gioca rischiando la salute pur di aiutare Varese
Il play mette a segno una tripla doppia memorabile, Brown è altrettanto fantastico. Reyes è commovente: gioca rischiando la salute pur di aiutare Varese
Il play e la guardia animano la Openjobmetis per quanto possibile, ma troppi giocatori biancorossi hanno le pile scariche e non incidono
Jaron e Markel eccezionali, Woldetensae non è da meno. Serata a fasi alterne per Ross che però si fa notare in tutti i campi. E Librizzi guadagna minuti
Markel è un concentrato di classe, Tomas ha il coraggio di provarci in ogni condizione. Ma non dimentichiamoci di Owens e Librizzi. Serata nera per i playmaker
ROSS 6 – Ha un peccato originale da farsi perdonare, quello di aver toppato in pieno il primo periodo di
Sesta “doppia-doppia” stagionale per il playmaker paragonato a Harry Potter. “Nino” irreale nel primo quarto, Markel totale nella ripresa. E Owens continua a volare
Raffica di insufficienze nelle pagelle della Openjobmetis. Reyes si sveglia tardi, Brown e Johnson in bambola. Alla fine si salvano Librizzi e Caruso: troppo poco
La guardia è tutto quello che vorremmo vedere con la maglia di Varese. Gran serata anche del pivot e di Ross che chiude in doppia-doppia. Johnson risorge nella ripresa, Caruso invece no
Il pivot e l’ala sono tra i più continui della serata, il play diventa decisivo nel secondo tempo. Bene anche Reyes tornato jolly, serata negativa invece per Brown
Il capitano trascina due volte Varese alla rimonta ma non basta, ed è l’unico italiano a incidere. Il play paga un avvio disastroso, poi accende i reattori. Johnson esce di scena nel momento chiave
L’asse play-pivot di Brase si fa notare tra serpentine, assist al bacio e schiacciate clamorose. Prova solida anche di Johnson, male invece Brown, innervosito dalle scintille con Davies
La vittoria della Varesina al “Franco Ossola” lascia a bocca asciutta i biancorossi e lo stadio. Bene le difese, meno gli attacchi

All’inizio usavamo l’IA per scrivere meglio una comunicazione. Ora la usiamo per produrre idee, campagne commerciali, priorità, diagnosi, mappe, valutazioni, scenari, decisioni. Prima era una penna più veloce. Ora rischia di diventare un cervello in subappalto
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