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Chiara Gadda: “Economia circolare, bisogna metterla in pratica tutti insieme”

La relatrice e prima firmataria della legge contro lo spreco alimentare sarà protagonista al convegno internazionale "L'Europa del Riciclo"

maria chiara gadda
maria chiara gadda

«Del tema dell’economia circolare se ne sta parlando da molti anni e soprattutto in questo momento, perchè è in discussione in Europa il pacchetto di norme che riguarda questo argomento. Un pacchetto che prevede però numerosi capitoli: c’è il tema del ciclo dei rifiuti, ma anche quello del riuso, il tema dello spreco alimentare, il tema delle materie prime seconde, la green economy, il packaging intelligente… argomenti che toccano molti settori diversi» A parlare, riguardo a quello che è un argomento ancora non noto ai più, ma ormai già diventato luogo comune, è la relatrice e prima firmataria della legge contro lo spreco alimentare recentemente approvata in Italia,  la deputata varesina Maria Chiara Gadda.

Un argomento invece importantissimo, che tocca molte sezioni della vita quotidiana dei cittadini e potrebbe coinvolgere la società in una vera e propria “rivoluzione culturale”: «Troppo spesso questo tema è erroneamente perimetrato all’interno dei problemi della gestione dei rifiuti, o del riciclo. Per esempio, parlare di riutilizzo di quello che non viene sprecato fa parte dell’economia, lo stesso concetto di non sprecare prevede una diversa organizzazione del lavoro. Nell’ottica della circolarità i temi non possono essere guardati divisi per settori: c’è l’ambiente, certo, ma c’è anche un tema strettamente legato all’economia: il riutilizzo delle materie prime è materia ambientale, per esempio, ma è anche risparmio economico»

L’economia circolare ha anche un valore sociale: «Nella circolarità non può neanche essere escluso il concetto di sostenibilità sociale: è importante anche valutare la finalità del recupero. Questo per esempio è quello che fa principalmente la differenza tra la legge italiana sullo spreco alimentare e quella francese. Noi potremmo semplicemente usare l’eccesso di produzione alimentare bruciandola e con questo producendo energia: sarebbe comunque un riutilizzo delle risorse. Ma la nostra finalità prevede l’uomo come prioritario rispetto alla produzione di energia, e prevede che si applichino innanzitutto azioni che aiutino la redistribuzione di questi beni».

Sono molti i settori che possono e devono, in un contesto del genere, dialogare tra loro: «I temi che l’economia circolare tocca sono diversi e interconnessi tra loro, e questo è importante: i sistemi funzionano infatti quando c’è connessione tra i diversi soggetti, ed è giusto e importante che istituzioni economiche e soggetti interessati si parlino, sennò l’economia non diventa davvero circolare».

Maria Chiara Gadda sarà ospite della tavola rotonda prevista  durante il convegno “L’Europa del riciclo: sistemi a confronto” organizzato per domani, 2 dicembre, all’hotel Palace di Varese da Coinger, la società che si occupa di raccolta differenziata per 26 comuni della provincia, e che all’economia circolare ha dedicato la propria organizzazione del lavoro: «E’ un bel segnale che una azienda specializzata sulla raccolta dei rifiuti abbia pensato a un momento di confronto in una argomento che a riguarda ma non è quello suo prevalente: significa che si è presa la briga di fermarsi un attimo per fare una riflessione sul percorso da fare assieme. Nella tavola rotonda a cui i parteciperò ognuno avrà il suo focus particolare: ma si affronterà spreco alimentare, imballaggi, sostenibilità attività dei comuni: un filo rosso sul futuro comune che si vuole percorrere insieme».

Il suo intervento è previsto a partire dalle 15.30: con lei ci saranno anche l’europarlamentare Simona Bonafè, il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani, il segretario generale di Anci Lombardia Pier Attilio Superti, il direttore generale ambiente, sviluppo ed energia sostenibile di regione Lombardia Mario Nova, il direttore generale del consorzio Comieco Carlo Montalbetti e la giurista ambientale Paola Ficco.

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2016
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