Spesa sanitaria: neonati e anziani i più “costosi”

L'Ats Insubria ha pubblicato la fotografia della situazione in provincia. Cala il divario dei ricoveri tra Nord e Sud anche se Varese mantiene il primato. Tra gli incidenti, i più numerosi sono domestici

Day hospital oncoematologico pediatrico
al quinto piano dell'ospedale Del Ponte

Meno ricoveri ma incremento delle attività ambulatoriali. L’Asst Sette Laghi, l’azienda ospedaliera di Varese, nel 2015 ha visto diminuire il numero di persone ricoverate. 

Ciononostante i presidi del Nord della provincia hanno registrato un numero di pazienti superiore a quelli del Sud: l’Asst Sette Laghi ha registrato 50514 ricoveri e assistito 611180 pazienti contro un’attività dell’ASST Valle Olona che ha visto 50068 persone ricoverate e 585028 assistite.

Guardando i dati statistici, però, il tasso di ospedalizzazione (calcolato come numero di ricoveri ordinari ogni 1.000 assistibili ponderati e con esclusione di quelli extraregionali) è risultato più elevato nell’Area ASST della Valle Olona (85,6), contro l’82,5 per mille dell’azienda Sette Laghi.

Dallo studio dei numeri risulta che la storica differenza nel tasso di ospedalizzazione ordinario tra nord e sud della Provincia di Varese si è notevolmente ridotta negli ultimi anni complice anche, un ricorso decisamente più elevato a day hospital e attività ambulatoriali. Nella fotografia stilata, l’ATS Insubria, l’ente che coordina e regola le attività sanitarie del territorio, spiega: « Si è cercato di convertire i ricoveri ordinari a minore peso di risorse impiegate in regime di day-hospital e questi ultimi in prestazioni ambulatoriali. Inoltre per l’anno 2015 il tasso complessivo (ordinari+day hospital+subacuti) è risultato pari a 133,9, quello relativo ai day hospital pari a 21,1 e quello per cure subacute pari a 1,3 x 1000 residenti. Dei 1817 ricoveri totali per subacuti il 46,1% sono concentrati nell’Area ASST dei 7 Laghi, il 41,2% nell’Area ASST Lariana e solo il 12,7% nell’Area ASST Valle Olona».

I numeri, poi, indicano anche le patologie più frequenti nei due territori di ATS Insubria ( Varese e Como) che hanno provocato l’ospedalizzazione. I ricoveri più frequenti nel 2015 sono stati:

malattie come gastroenterite e otite nella popolazione minorile, rispettivamente 49,2 e 35,1 x 10.000 abitanti;

malattie come bronchite e asma (9,9 x 10.000 abitanti) e malattie polmonari cronico-ostruttive ( 9,1 x 10.000 abitanti);

infarto miocardico, di vasculopatie cerebrali, rispettivamente 6,0 e 16,4 x 10.000 e dello scompenso cardiaco (27,7 x 10.000 abitanti);

parti, circa 11.500, di cui oltre 2500 con taglio cesareo;

ernia negli adulti (13,0 x 10.000), appendicectomia (6,7 x 10.000), tonsillectomia (7,7 x 10.000) e di interventi di colecistectomia (16,2 x 10.000);

mastectomia (17,0 x 10.000),  isterectomia (16,6 x 10.000) e di prostatectomia (6,3 x 10.000);

frattura del femore (15,4 x 10.000), protesi d’anca (16,0 x 10.000) e interventi sul ginocchio (6,4 x 10.000);

tumori del colon-retto (7,5 x 10.000) e del polmone (5,9 x 10.000);

In base alla fascia d’età risulta, si ricorre all’ospedale soprattutto nel primo anno di vita, tra i 30 e i 34 anni e dopo i 64.
Il rapporto medio tra ricoveri e assistiti è pari allo 0,15 che sale all’1,1 nel primo anno di vita, si riduce pressoché a zero fino ai 24 anni per poi risalire (0,2) con un nuovo picco per le donne che partoriscono soprattutto nella fascia 30/34. Per poi ritornare a livelli elevati (0,4) nella terza età dove, però, si evidenzia una prevalenza di ricoveri maschili.

Analizzando il dato sugli incidenti, la fotografia che ne esce riserva qualche sorpresa: la stragrande maggioranza appartiene alla categoria “incidenti domestici” con quasi il 70% dei ricoveri soprattutto di anziani, seguono quelli stradali con il 19,8 e per finire quelli sul lavoro che sono il 10,7% del totale.

La sanità varesina, visto l’andamento, costa 499 euro ad assistito all’anno con picchi di 1805 nel primo anno di vita. Si riduce notevolmente fino ai 29 anni ( meno di 200 euro), poi cresce con un picco ai 30-34 anni tra le sole donne ascrivibile ai ricoveri ostetrici di circa 400 euro e poi torna a salire gradualmente dopo i 50 anni con una cifra che arriva ai 756 tra gli over 64 fino ai 1700 dopo gli 80 anni. A costare di più sono gli uomini che hanno pesano di circa un centinaio di euro in più rispetto alle donne in tutte le età avanzate.

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Pubblicato il 04 gennaio 2017
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