La vittima è Giorgio Alberti, psichiatra e jazzista di fama
L'uomo era un medico ed è stato uno dei più bravi trombettisti italiani. La moglie ferita è la sorella del filosofo Stefano Zecchi
Si chiamava Giorgio Alberti, aveva 84 anni, ed era un grande medico e un importante musicista di jazz. L’uomo investito sulle strisce pedonali in via Sanvito a Varese, morto in mattinata all’ospedale, era una persona straordinaria.
Era nato a Brescia nel 1932 e da diversi anni viveva a Varese, in via Sanvito, con la moglie, Alessandra Zecchi, 69 anni (ferita gravemente). Si tratta della sorella di un famoso filosofo, Stefano Zecchi, esponente di punta della cultura italiana. La coppia non ha figli.
E’ importante anche ricordare che Giorgio Alberti era a sua volta una delle trombe jazz più note nell’ambiente della musica, considerato un fuoriclasse dello strumento.

Musicista autodidatta nel 1951, fondò con Gianni Acocella e con i fratelli Carlo e Gigi Bagnoli la “Milan College Jazz Society”, una delle prime e più importanti orchestre di jazz tradizionale italiane con la quale sempre negli anni ’50 ebbe la possibilità di suonare con musicisti americani del calibro di Sidney Bechet, Mezz Mezzrow, Albert Nicholas, Lil Hardin.
Rincominciò, qualche anno dopo una pausa professionale, con la Milan College e con Lino Patruno e tenne una intensa attività concertistica e discografica. Suonò anche negli Stati Uniti in Illinois, Iowa e Wisconsin.
Ultimamente ha tenuto anche delle lezioni di jazz al Twiggy, il locale di Varese di via De Cristoforis.
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