Dove spostare il centro studi archeologici?

Una seduta tesa per la commissione cultura sul trasferimento del centro da villa Mirabello. Al suo posto potrebbe arrivare un importante prestito di opere dell'artista Guttuso

museo archeologico Villa Mirabello  ingresso

Un intenso, e a tratti molto duro, confronto tra l’assessore alla cultura, Roberto Cecchi, e il presidente del centro studi Preistorici ed Archeologici di Varese, Lucina Caramella, mediato dai consiglieri riuniti in sala Montoli.

Così si è presentata la seduta della commissione cultura  di Varese, che prendeva in esame la questione del materiale in possesso del centro studi, fino ad oggi conservato nelle stanze di villa Mirabello.

Un archivio che comprende circa 13mila volumi, negli anni passati ospitato nei locali del museo, e che ora ha ricevuto dall’amministrazione la proposta di essere spostato in via XXV Aprile, in 10 armadi. «Uno spazio assolutamente inadeguato a un archivio che non solo non può essere conservato nello spazio offerto, visto che al momento ne riempie 17, di armadi – ha commentato la presidentessa – Ma che non potrebbe ospitare nemmeno le due donazioni ricevute nel frattempo». Un’opinione confermata da Pierluigi Piano, già direttore dell’Archivio di Stato di Varese e ispettore della soprintendenza sezione archivistica, invitato come “perito di parte” dal presidente del centro Studi Archeologici.

CONVENZIONE SCADUTA, IL RINNOVO NON E’ DIETRO L’ANGOLO

Il rinnovo della convenzione, che andava stipulato all’inizio del 2018, per ora è sospeso. Dopo tre mesi, le trattative sul nuovo accordo si sono interrotte. «Non abbiamo sottoscritto l’accordo perché gli spazi che ci offrite non sono sufficienti – ha detto chiaramente la presidente Caramella -. Il nostro centro studi è un gioiellino, e Sibrium, la nostra pubblicazione è una eccellenza. La sede deve essere adeguata al prestigio del comune di Varese, e a quello del centro studi, che possiede molti pezzi importanti».

«Concordo: il patrimonio accumulato merita molto, piu di adesso – ha commentato l’assessore alla cultura Roberto Cecchi – La biblioteca, per esempio, merita di essere fruita meglio: 300 metri quadri, in una posizione centrale e preziosa, utilizzati da un numero molto contenuto di persone nell’arco di un anno, non più di una decina, è un punto su cui riflettere seriamente».

La necessità di razionalizzare gli spazi, spostando i materiali dal centro studi, secondo l’assessorato è dovuta infatti anche alla vocazione museale che Varese si vuole dare. «Quando sono arrivato qui come assessore, in molti mi hanno chiesto di portare delle mostre importanti, internazionali. Ma per farlo ci vogliono luoghi, infrastrutture, spazi attrezzati. Per ospitare opere di grande valore abbiamo bisogno di creare spazi condizionati e stabili dal punto di vista igrometrico, non di offrire delle stanze riscaldate da un termosifone».

TRA I DUE “CONTENDENTI”, LA MEDIAZIONE DELLA COMMISSIONE

Tra i due “contendenti”, a mediare, c’era un intero pool di consiglieri comunali: tutti almeno apparentemente concordi sul fatto che fossero legittime sia le richieste di miglioramento dell’uso degli spazi richiesto dal comune, sia le esigenze del centro studi, che da decine di anni tiene accesa la fiammella degli studi archeologici in città.

«Penso sia opinione di tutti che un centro studi che ha una continuità storica di oltre sessant’anni è un valore indiscutibile, e nessuno ha intenzione di interrompere questa collaborazione – ha commentato il presidente della commissione cultura, Enzo Laforgia – Anche se la continuità di luogo fisico è considerata importante, ma non è fondamentale. L’importante è rispettare la necessità della ricerca».

«Il centro studi è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale – ha sottolineato Marco Pinti, che ha sollecitato con una interrogazione l’ordine del giorno della seduta – Bisogna decidere come costudire al meglio questo patrimonio, non come accomodare un problema».

E la proposta è: «Superiamo questa fase con una controproposta che permetta di soddisfare l’amministrazione comunale ma anche le esigenze del centro studi e del suo prestigio – Ha commentato Simone Longhini – Si tratta di proseguire, e al piu presto, l’impegno di tutti per trovare un posto adeguato a questi studi»

L’OMBRA DELLA MOSTRA DI GUTTUSO

Sulla questione però aleggiava un sospetto, una convinzione non pienamente espressa: cioè  il fatto che i materiali del centro studi Preistorici ed Archeologici di Varese fossero “da spostare” più che altro per fare spazio all’importante prestito delle opere di Renato Guttuso offerto all’amministrazione, che troverebbe posto proprio a Villa Mirabello.

«Sembra esserci una relazione stringente tra le opere di Guttuso a villa Mirabello e lo spostamento del centro studi Archeologici e delle biblioteche» ha sottolineato Simone Longhini. «L’esigenza di razionalizzazione di villa Mirabello è contenuta già nel documento Varese Natura, stilato ben prima di sapere della possibilità di accogliere a Varese queste opere» ha precisato però l’assessore Cecchi.

Ma i dubbi restano: «Posto anche che il problema degli spazi della mostra di Guttuso e la riorganizzazione di villa Mirabello siano distinte, le due questioni sono temporalmente legate: nel momento in cui saranno spostate le une, entreranno le altre» ha commentato Marco Pinti.

UNA SOLUZIONE ANCORA DA CERCARE

La commissione per il momento non ha trovato una soluzione tra le due differenti esigenze, quelle dell’assessorato e quelle del centro studi. Per ora, non c’è una terza via. Ciò che la commissione ha proposto è stato però uno sforzo di approfondimento e di contemperamento delle esigenze, per salvare “capra e cavoli” «Stando che le esigenze sia del centro che dell’assessore alla Cultura non sono irragionevoli, è opportuno vagliare al più presto una nuova soluzione – ha commentato Francesco Spatola – Chiediamo al centro che specifici in maniera particolareggiata le sue esigenze, per poter cercare una soluzione più personalizzata e adatta, e a noi di riunirci al più presto per valutare e esternare nuove proposte praticabili».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da carlo196

    Ma a Villa Baragiola non ci sono locali da mettere a disposizione?

Segnala Errore