Autostima, gli adolescenti sommesi fanno scuola

Una ricerca sugli alunni della media Leonardo da Vinci fa discutere gli esperti: buoni risultati, si innalza l'età della crisi

Niente crisi totale, buoni rapporti con la famiglia, capacità di relazione nella norma. Avere 13 anni a Somma Lombardo non è poi così male. Lo dice uno studio triennale sui ragazzi della scuola media Leonardo da Vinci, che ha destato l’attenzione della comunità scientifica: la ricerca ha ottenuto una pubblicazione su una rivista di psicologia scolastica ed è stata presentata in più convegni. 

I risultati dell’indagine evidenziano un elemento a tutt’oggi inedito. «I preadolescenti attuali – scrivono gli estensori dell’indagine – non attraversano "tempeste" evolutive contrariamente a quanto rilevato da numerose ricerche degli anni ottanta e novanta. La nostra ricerca mostra una popolazione che vive la fase della preadolescenza con una relativa stabilità».

Lo studio, effettuato tra il 1998 e il 2001, è stato seguito da tre ricercatori, Luca Bassoli, Rosella Curci e Alberto Pellai dell’Isitituto di igiene e Medicina preventiva dell’Università degli studi di Milano ed ha una sua precisa validazione scientifica: è stato infatti utilizzato il T.M.A., test di valutazione multidimensionale dell’autostima di Bracken. 

L’adolescenza, con le sue emozioni incontrollabili, si sposta in avanti: inizia negli anni delle medie superiori e non coinvolge, se non marginalmente, la cosiddetta preadolescenza. 
I ragazzi di Somma Lombardo hanno poi mostrato, durante la ricerca, continui miglioramenti, riducendo i test che esprimevano carenza di autostima dal 20,6%, all’inizio della prima media, fino all’11,7%, alla fine del ciclo. 

La differenza tra maschi e femmine non può però essere sottovalutata, tanto è vero che alla fine della terza media le ragazze, più precoci, cominciano a evidenziare quella crisi che fino ad allora era mancata. Il femminile é indubbiamente più alle prese con la difficoltà nella percezione di sé e lo dimostra un dato:  mentre i maschi passano in tre anni dal 18,9% di test negativi al 6%, le femmine partono dal 22,7% per arrivare al 18,6%.

I risultati finali sono quindi più in linea con il senso comune: i ragazzi migliorano mano mano che si abituano alla scuola, le ragazze hanno molti più problemi dei maschi e alle soglie  della scuola superiore entrano in crisi. E ancora: sono i momenti di passaggio quelli che mettono maggiormente in crisi i modelli di autostima individuale. I punteggi peggiori, infatti, sono registrati al momento di ingresso nella scuola media. 

Entrando nello specifico (la ricerca si articola in sei diversi livelli di percezione) le due voci maggiormente problematiche sono quella corporea e quella scolastica, che resta la più bassa in tutte e quattro le rilevazioni effettuate durante il triennio (100 i ragazzi presi in esame, con questionari da 150 domande a risposta chiusa). 

I ricercatori avanzano anche qualche proposta. Primo: sostenere la "crescita al femminile" nel periodo della preadolescenza, condizione che la ricerca ha inequivocabilmente dimostrato essere problematica, con laboratori psicopedagocici promossi dalla scuola e rivolti alle ragazzine. La ricerca è in distribuzione gratuita, all’interno del volume "Dalla scuola… alla strada", a cura dell’amministrazione comunale.

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Pubblicato il 06 Marzo 2002
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