Cos’è il fermo amministrativo
Si tratta di un provvedimento previsto dal nuovo codice della strada all’articolo 214. In tutte le ipotesi in cui il fermo è previsto come sanzione accessoria – ad esempio per multe non pagate – l’organo di polizia che accerta la violazione provvede direttamente a far cessare la circolazione e a far ricoverare il veicolo in un apposito luogo di custodia. Di questo provvedimento deve essere fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Solo in un caso il veicolo colpito dal provvedimento viene restituito al proprietario: quando la circolazione è avvenuta contro la volontà del legittimo proprietario, come accade per il furto. Il veicolo è restituito al proprietario previo il pagamento delle spese di trasporto e custodia. Contro il fermo amministrativo l’organo cui fare ricorso è il Prefetto.
Fin qui tutto liscio, quindi. Se non si paga la multa, l’auto o il ciclomotore viene bloccato fino all’avvenuto pagamento. Ma è la lentezza della nostra burocrazia a produrre spesso i danni peggiori. Spesso accade infatti che una multa, regolarmente pagata risulti invece insoluta. Oppure che intercorrano ritardi nella comunicazione dei provvedimenti fra Il Pra e l’ente concessionario che si occupa della riscossione dei tributi. E così iniziano i problemi: dopo anni può capitare che al contribuente giunga una cartella esattoriale dove figura che la multa non è stata pagata e che il veicolo è sottoposto a fermo.
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