Cinquant’anni di Coldiretti. Torna a tavola il vino di Varese
L'associazione degli agricoltori presenterà in Provincia i prodotti tipici varesini. Grandi progetti per i vini
Prodotti tipici e tra questi il vino. Varese cerca spazio e notorietà non solo per la grande tradizione manifatturiera, ma anche per i prodotti dell’agricoltura. La Coldiretti è una delle protagoniste di questa nuova stagione. Il direttore non ha dubbi sulla ricorrenza che riguarda l’associazione e i suoi mille associati: «non festeggiamo i 50 anni per guardare indietro, ma come trampolino di lancio per il futuro, per rilanciare la qualità dei prodotti agricoli varesini». Ignazio Bonacina è molto fiducioso sul futuro agricolo della Provincia di Varese. Un cavallo di battaglia per promuovere il territorio è il vino, «sicuro traino per numerosi altri prodotti di qualità come i formaggi».
Per i 50 anni dalla fondazione dell’associazione, che saranno festeggiati ufficialmente il prossimo 28 novembre, la Coldiretti presenterà, al termine del consiglio provinciale di mercoledì pomeriggio, una tavolata dei prodotti e dei vini tipici del Varesotto. «Sarà un’occasione per parlare anche delle prospettive dell’agricoltura in provincia di Varese – spiega Bonacina – soprattutto grazie a una valorizzazione dei prodotti che sta avvenendo con la collaborazione della Provincia, della Camera di Commercio e delle organizzazioni sindacali agricoli».
Fino a 50 anni fa il Varesotto era pieno di vigneti, dalla parte alta della provincia fino al Saronnese, 250 ettari per dei vini allora molto richiesti. Poi l’industrializzazione ha portato a una lenta ma graduale diminuzione della produzione. Negli ultimi anni, però, c’è stata una forte ripresa, grazie all’interessamento di agricoltori e di enti, tanto che oggi si contano circa 20 ettari di nuovi vigneti. «Sicuramente il vino è un prodotto che attira molto – prosegue Bonacina – e può trascinare da un punto di vista turistico altri prodotti magari di minor diffusione, ma per i quali stiamo cercando di ottenere i riconoscimenti di qualità».
Infatti, dopo la denominazione di origine protetta (Dop) ottenuta per il gorgonzola e dopo aver avanzato la richiesta di ottenere l’indicazione geografica tipica (Igt) per i vini dei ronchi varesini, è in programma per l’anno prossimo da parte di Coldiretti la richiesta di Igt per le formaggelle del Luinese, il miele, i fiori, nonché gli asparagi di Cantello.
«Si vuole dare immagine e forza all’agricoltura varesina, non solo da un punto di vista economico, ma anche per quanto riguarda il marketing e il turismo. In questa maniera i terreni a vocazione agricola saranno maggiormente rispettati nella programmazione territoriale – prosegue Bonacina -. Certo il vino la fa padrone tra questi prodotti e quello imbottigliato l’anno scorso è già andato tutto esaurito. Speriamo in futuro di poter ampliare i vigneti varesini, oggi presenti soprattutto nella zona dei laghi».
Non è lontana infatti l’ipotesi che, probabilmente grazie anche a “Le vigne d’Italia” (nuova azienda vinicola nata dalla storica esperienza della famiglia Bottinelli), si possa tornare a far crescere vigneti anche a Sacro Monte. Un progetto per il quale si starebbero mobilitando oltre a Coldiretti anche Provincia di Varese e Camera di Commercio.
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