Influenza aviaria, «no a psicosi e inutili allarmismi»
La Regione distribuirà nei prossimi giorni 3 milioni di copie di opuscoli informativi che saranno recapitati nelle case dei lombardi
Un forte invito ad evitare psicosi particolari e allarmismi ingiustificati davanti alla “minaccia” dell’influenza aviaria. A lanciarlo sono il presidente della Commissione regionale “Sanità” Pietro Macconi (AN) e il presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI), che hanno evidenziato come allo stato attuale in Italia non esista alcun rischio di contrarre la malattia.
Per spiegare meglio la situazione e per rassicurare i cittadini, la Regione distribuirà nei prossimi giorni 3 milioni di copie di opuscoli informativi che saranno recapitati nelle case dei lombardi. Nel frattempo le varie Asl provinciali stanno inviando a sindaci, prefetti, scuole e farmacie una nota informativa che invita a tranquillizzare la gente.
Anche perché, come ha evidenziato Saffioti, la “fobia da influenza aviaria” sta creando seri danni al settore agro-alimentare lombardo: nell’ultima settimana le vendite di carni di pollo e di suino sono diminuite in Lombardia del 40%, toccando punte del 70% in provincia di Bergamo e del 65% in quella di Brescia. Due province dove peraltro si contano rispettivamente 500 allevamenti e circa 22mila addetti nella bergamasca, oltre 600 allevamenti e circa 25 mila addetti nel bresciano.
“E’ giusto che a livello internazionale ci si preoccupi del problema –ha detto Macconi– ma in Italia e in Lombardia i pericoli reali sono praticamente inesistenti. Negli ultimi anni per sospetta malattia aviaria 63 persone sono morte in Asia, nessuna in Europa, dove le condizioni igieniche degli allevamenti sono decisamente migliori. Anche i rischi dovuti alle migrazioni di animali selvatici sono nulli in questa stagione, poiché tali migrazioni si svolgono da est verso ovest solo in primavera. I pericoli paventati – ha concluso Macconi- sono quindi solo ipotetici, sulle ipotesi è giusto lavorare, ma non bisogna creare psicosi ingiustificate”.
La totale mancanza di pericolo nel consumo delle carni aviarie e suine è stata sottolineata da Carlo Saffioti: “Gli allevamenti lombardi e italiani sono tutti controllati nei minimi particolari, la carne commercializzata ha ora anche l’obbligo di indicazione della sua provenienza. Polli e suini di produzione italiana sono assolutamente sicuri e non c’è alcun rischio di contrarre l’influenza aviaria. Il settore agro-alimentare lombardo –ha evidenziato Saffioti- sta già attraversando un momento di difficoltà, non mi pare il caso di aggiungerne altre creando inutili paure e generando così il calo di consumo di alcuni settori alimentari legati a polli e suini”. Il presidente della Commissione regionale Attività produttive chiude con una battuta: “A Milano esiste una via dedicata a Gianfranco Morra, linciato dalla gente durante la pestilenza “manzoniana” perché erroneamente indicato come untore. Non vorrei che per i medesimi sensi di colpa, si debba un domani intitolare anche una via al pollo”.
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