La fonderia Ratti verso la chiusura

Il settore fonderia dell'antica industria luinese non decolla e si avvia a chiudere. Vanno meglio torcitura e officina meccanica

Si avvia verso la chiusura uno dei più antichi e importanti insediamenti industriali del luinese che da tempo soffre una crisi che sembra irreversibile almeno nel settore fonderia. La Ratti di Luino sta per chiudere una delle tre società nelle quali si era divisa l’anno scorso. La fonderia, che insieme alla torcitura e all’officina meccanica, formano il gruppo Ratti si avvia verso la chiusura con il suo carico di licenziamenti. Diciannove i posti a rischio entro la fine dell’anno anche se trattative tra sindacati, Univa e azienda. «Sono in corso delle trattative – conferma Paolo Lenna sindacalista della Fiom-Cgil – ma non sappiamo ancora con certezza come andranno a finire le cose e l’azienda sa bene qual è la nostra posizione: o si procede al licenziamento con tanto di corrispettivi interamente pagati ai lavoratori o si può passare per una soluzione morbida con cassa integrazione». L’unica certezza al momento è l’assoluta mancanza di commesse che si limitano, attualmente, ad un’autonomia di tre-quattro mesi al massimo. Per quanto riguarda gli altri due settori, invece, gli stessi sindacati confermano una stabilizzazione della situazione: sia la torcitura che l’officina meccanica sembra che abbiano risentito in maniera positiva dell’assorbimento di Rpm, azienda meccano-tessile lecchese anch’essa in crisi. Altre novità, comunque, potrebbero essere rese note nei prossimi giorni.

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Pubblicato il 08 Ottobre 2005
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