Rosa lancia in resta contro partitocrazia e legge elettorale
L'ex sindaco critico verso le segreterie di partito: "nessun bustocco in Parlamento nè in Consiglio regionale"
Riceviamo e pubblichiamo
“Qualche riflessione sul ruolo
della politica che, a mio avviso, va fortemente ripensato
soprattutto in chiave di rappresentativita’ elettiva. La mia
impressione e’ che il sistema dei partiti stia implodendo, e tutto
finisca per assomigliare ad una grande “litigopoli”.
Le conseguenze sono piuttosto gravi,
in particolare il progressivo allontanamento e disinteressamento da
parte della gente per la politica, non solo in termini di
partecipazione al voto ma anche in termini di partecipazione attiva e
propositiva, che colpisce tutta la popolazione ma in modo particolare
i giovani.
La responsabilita’ principale di
questa situazione e’ da ascrivere senz’ altro alle segreterie
dei partiti. In particolare, la nostra citta’, anche in seguito
alla nuova legge elettorale, finira’ col non avere personaggi che
potranno rappresentarla in Parlamento. Scorrendo gli elenchi
collegati alle liste che si presenteranno alle prossime elezioni
politiche, emerge un dato, e cioe’ che nelle elezioni per i due
rami del parlamento, con buone possibilita’ di venire eletto, non
c’e’ alcun bustocco.
Inoltre Busto in questi anni ha
perso due Consiglieri regionali, quindi, di fatto, la Citta’ di
Busto non avra’ rappresentanti ne’ in Consiglio Regionale ne’
in Parlamento. Ribadisco che si tratta di un fatto molto negativo,
nella convinzione che non ci siano, in tutta Italia, citta’ delle
dimensioni di Busto che si trovino in queste stesse condizioni.
E’ un dato penalizzante per la
citta’ e sintomatico dello scarsissimo peso delle locali segreterie
dei partiti.
La partitocrazia e’ imperante ed
ulteriore conferma di un progressivo, deteriore distacco del
cittadino dalla politica, e, il dato costantemente in calo relativo
alle affluenze al voto, evidenzia tutto questo molto bene.
La legge elettorale non aiuta, il
cittadino e’ impossibilitato ad indicare una persona all’ interno
dello schieramento, si delegano, in pratica, le segreterie dei
partiti: io credo che questo non sia ne’ giusto, ne’ democratico.
Ma l’intero sistema partitico in vigore attualmente evidenzia
tante pecche; le coalizioni pur di vincere fanno alleanze di ogni
tipo, portandosi appresso anche posizioni che poco hanno a che vedere
con la coalizione stessa, e quando ci mette al tavolo per governare
tutto cio’ pesa, eccome, e puo’ capitare che la maggioranza venga
condizionata da un piccolo schieramento che diventa l’ ago della
bilancia.
E’ un sistema da rivedere, da
ripensare, e’ necessario un collegamento tra chi viene eletto ed il
territorio, al di la’ dello schieramento politico.
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