Fabio Binacchi, il leghista gentiluomo

Il candidato sindaco di "Centrodestra per Luvinate" punta su sicurezza e revisione del piano regolatore: "Voglio unire il paese"

Una laurea in Ingegneria chimica al Politecnico di Milano seguita da un master in Business administration alla Bocconi, per meglio prepararsi alla realtà imprenditoriale. Oggi Fabio Binacchi (foto) è infatti titolare di un’azienda specializzata in macchine per la produzione del sapone, la “Binacchi & co.”, una delle realtà industriali più importanti della provincia di Varese. 44 anni, residente a Luvinate e simpatizzante leghista, si candida sindaco nel suo paese per la lista “Centrodestra per Luvinate”.

 

Ingegner Binacchi, in un contesto in cui tutti fanno gli esami del sangue per dimostrare la natura puramente civica della loro lista voi vi presentate con un esplicito riferimento alla Cdl: come mai questa scelta controcorrente?
Innanzitutto un calcolo politico, a Luvinate la Lega prende il 25% che è sicuramente una buon bagaglio di voti. In secondo luogo una questione di correttezza, penso sia giusto che l’elettore sappia da che parte sono schierati coloro che gli chiedono il voto. Anche perché certe cose in paese si sanno, sono i classici segreti di pulcinella

 

A cosa si riferisce?
Anche la lista “Tre Torri Luvinate” è di centrodestra, non a caso qualche tempo fa abbiamo avuto dei contatti con loro, poi però abbiamo registrato alcune divergenze e non siamo riusciti a raggiungere un accordo per correre insieme. Loro andavano molto orgogliosi di questa natura civica e non volevano cappelli politici.

 

In un piccolo comune quale può essere il contributo dei partiti organizzati?
Innanzitutto ci tengo a sottolineare che, pur essendo tutti o quasi simpatizzanti e militanti leghisti, nessuno di noi fa parte dell’apparato di partito in senso stretto. Siamo dei semplici cittadini che desiderano mettersi in gioco in prima persona per il bene del proprio paese. Per quanto riguarda il contributo invece, penso che amministrare un comune non voglia dire solamente sistemare le strade ed i tombini. Ci sono infatti alcuni problemi, come ad esempio quello della sicurezza che ci sta molto al cuore, che investono la politica in senso più ampio.

 

Cosa intendete fare sul fronte della sicurezza?
Vogliamo creare un apposito assessorato, per dare un segnale forte. A Luvinate è molto sentita la piaga dei furti nelle case, secondo noi la Polizia locale dovrebbe intensificare la presenza sul territorio, non può limitarsi al semplice controllo del traffico stradale.

 

Altri punti che vi stanno a cuore?
Vogliamo assolutamente reintrodurre il medico di base a Luvinate, un servizio che è venuto meno negli ultimi anni, così come pensiamo di aumentare i finanziamenti alla scuola materna, magari ricorrendo a qualche sponsor privato per non pesare troppo sulle casse comunali. Inoltre, bisogna sicuramente rivedere il Piano regolatore, che tanti malumori ha creato in paese. Non voglio fare polemiche, il mio intento è quello unire e non di dividere, ma è evidente che c’è qualcosa di sbagliato, qualcuno ci ha guadagnato troppo mente altri sono rimasti penalizzati. La nostra idea è quella di rivedere il Prg assieme alla gente, per riportare serenità a Luvinate.

 

Quale tipo di sviluppo urbanistico avete in mente?
Pensiamo a Luvinate come un ordinato e piacevole centro residenziale. Il nostro paese gode di una posizione unica, sulle pendici del Campo dei Fiori, la popolazione deve crescere in maniera misurata per non determinare uno stravolgimento in termini di viabilità e servizi. Certo, il bilancio avrà qualche entrata in meno dagli oneri urbanistici, ma bisogna saper fare delle scelte: meglio rinunciare a qualche investimento ma preservare la fisionomia del paese, piuttosto che il contrario. In questi anni la giunta Borzani ha invece dimostrato di non essere d’accordo con questo principio. Il Parco del Tinella, ad esempio, è stato un investimento inutile. Sono stati spesi 100mila euro per una zona verde a ridosso della strada statale mentre per la valorizzazione del Parco Campo dei Fiori, la nostra vera risorsa naturale, non è stato fatto nulla. Noi vogliamo invertire questa tendenza, limitandoci a qualche ritocco all’arredo urbano.

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Pubblicato il 12 Maggio 2006
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