Il turismo amico della natura
Un’indagine condotta del WWF dimostra come cooperative, società e associazioni siano aiutate dall’attività turistica
Un’indagine condotta dall’Osservatorio Turismo e Natura del WWF e da Legacoop Turismo, Associazione italiana Guide Ambientali escursioniste (Aigae), Federcultura, turismo e sport ( Confcooperative), ha evidenziato come il turismo “faccia bene” in aree ad alto valore naturalistico.
L’indagine svolta ha interessato luoghi, rilevanti dal punto di vista naturalistico, nei quali si trovano ad operare cooperative, società, associazioni diverse; 238 delle quali sono state oggetto di interviste mirate su come il turismo influisca in merito alla loro attività; dalle risposte è emerso che, in generale, il turismo ha un effetto positivo, soprattutto per quel che riguarda l’occupazione.
Benefici anche dal punto di vista estetico, il turismo ha, infatti, contribuito anche al miglioramento artistico (45%), al recupero del centro storico e al miglioramento degli esercizi commerciali senza innalzare, come affermato dal 61,67% delle persone ascoltate, il costo della vita per i locali. Influenze positive anche nell’opinione delle persone che ritenevano poco importante o inutile l’istituzione delle aree protette, opinione che si è immediatamente modificata in seguito al contatto diretto con questi luoghi: molti si sono identificati con le aree, sviluppando un senso di appartenenza ad esse elevato, sentendosi parte integrante della natura e bellezza che sgorga da questi spazi.
La sensibilità da parte dei turisti per la natura è aumentata molto negli ultimi anni, restando comunque affiancata da alcuni aspetti negativi che, difficilmente, si riuscirà ad eliminare del tutto; stiamo parlando, ovviamente, dei rifiuti ( 67%) costantemente abbandonati in ogni dove, dei danni provocati a sentieri da mountain bike, cavalli, moto che scorrazzano all’impazzata senza rendersi conto di privare della “vita” un ambiente naturale, ambiente che è estremamente importante conservare per non ritrovarci in futuro senza più spazi verdi nei quali poter respirare, lontano dallo smog che si sta impadronendo del nostro mondo.
Il traffico e “l’appropriazione indebita” o il danneggiamento degli elementi naturali fanno parte integrante di questa “hit parade” di distruzione, che potrebbe essere eliminata da qualche accorgimento da parte dei gestori delle aree protette, come la chiusura delle strade secondarie al traffico e piani di capacità di carico turistico.
Nel 70% dei casi non è, infatti, presente nell’impresa alcuna carta con riferimenti specifici all’attenzione del territorio e il 55% degli intervistati non sa che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi naturali un marchio di qualità.
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