Smog, la giunta: “Non faremo il blocco del traffico”
Inquinamento da pm10, per il comune le auto non sono le sole colpevoli: partiranno invece controli sui riscaldamenti
Il blocco delle auto non risolverà il problema dell’inquinamento. Così la giunta di Varese ha deciso di accantonare l’idea di fermare le autovetture in città, nonostante i valori delle micropolveri, i micidiali pm 10, siano anche oggi superiori ai 50 microgrammi per metro cubo (l’ultimo dato disponibile, registrato ieri dall’Arpa alla centralina di via Copelli, è di 81 microgrammi), la soglia oltre la quale la concentrazione è considerata dannosa per la salute.
La decisione arriva dopo una seduta di giunta nella quale è stato anche esaminato il problema della pulizia delle caldaie e delle canne fumarie, ritenute dall’amministrazione di Varese il punto focale del caso aria pulita. L’assessore alla tutela ambientale Luigi Federiconi ha annunciato che nei prossimi giorni verranno convocati, in una assemblea, tutti gli amministratori di condominio della città, e contestualmente partiranno una serie di controlli a tappeto, per verificare lo stato delle caldaie. Controlli che, allo stato dei fatti, non si sa ancora chi eseguirà e con quali modalità, ma che, almeno come volontà politica, sono il risultato della discussione che la giunta presieduta dal sindaco Attilio Fontana ha partorito.
La valutazione che fanno i vertici del governo cittadino si basa sull’analisi dei dati ambientali dei giorni scorsi. "Se si guardano i numeri – ha spiegato l”assessore Fabio Carella a margine della riunione di giunta – risulta evidente che non ci sia sempre un legame specifico tra la presenza delle auto e l’inquinamento. Domenica, ad esempio, le automobili nel centro sono molte di meno, eppure i valori non hanno subito significativi abbassamenti".
Se siano o no le automobili a inquinare è un problema non solo politico ma anche oggetto di valutazione scientifica, da tempo. Dipende anche dal territorio. Chi conosce bene la questione ripete che a Sondrio, ad esempio, dove fa molto freddo, si ritiene che siano i riscaldamenti, più che le vetture, a inquinare. A Milano, dove ogni giorno arrivano milioni di pendolari, i tubi di scarico potrebbero invece avere un’incidenza maggiore. E a Varese? "Io ho il sospetto che dipenda molto da come gira l’aria" dice l’assessore Carella. "E comunque per noi è inutile fare un blocco da soli – aggiunge l’assessore Federiconi – è un provvedimento che bisognerebbe fare a livello provinciale o sovracomunale, altrimenti, poi, ci prenderemmo tutto lil pm10 degli altri comuni". Insomma, la conllusione è che fermare le macchine, a Varese, "non è la panacea e la soluzione del problema". E se non si risolve il problema, e oltretutto si fanno arrabbiare i varesini automuniti, sembrano aver pensato gli assessori, il gioco non vale la candela.
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