Inchiesta sul denaro degli immigrati “spedito” a casa
Con l'indagine "Easy money" le fiamme gialle del capoluogo hanno sequestrato documentazioni relative a sei sportelli "money transfer"
Anche la provincia di Varese è coinvolta nell’inchiesta "Easy money" relativa alle agenzie di spedizione internazionale di danaro e attivata dalla procura della repubblica di Ancona. L’inchiesta, avviata nel 2004 e coordinata dalla direzione nazionale antimafia ha portato al compimento di oltre 400 sequestri in altrettante agenzie che si occupano di spedire all’estero le rimesse degli immigrati.
Le indagini sono partite originariamente dai controlli su tre società mandatarie di Roma, Milano e Verona. In totale nel corso delle indagini sono state accertate oltre 280 mila transazioni irregolari per un ammontare di 88 milioni di euro.
Ciò che gli inquirenti contestano è la regolarità delle licenze fra mandatari e “location” (le filiali, spesso in frachising) per la raccolta e la spedizione del danaro all’estero, anche se non si esclude un prosieguo delle indagini per verificare la provenienza del danaro spedito.
A Varese l’attività della Guardia di finanza si è concentrata su un totale di 6 attività, tutte in provincia, gestite in parte da italiani, in parte da stranieri. Quattro in tutto gli sportelli dove i militari hanno acquisito nei giorni scorsi la documentazione inviata alla procura di Ancona; delle rimanenti due attività una si era spostata a Milano, e l’altra è risultata chiusa nei mesi scorsi, fatto che ha obbligato i finanziari ad acquisire le carte nell’abitazione del proprietario.
Millecinquecento i finanzieri impegnati complessivamente nell’indagine nata per verificare il rispetto delle leggi bancarie e la provenienza dei flussi di denaro movimentati nell’anconetano che poi si è diffusa a macchia d’olio in diverse regioni.
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