Picchia la moglie e le figlie, i carabinieri lo arrestano
L'uomo da anni minacciava e maltrattava le donne della sua famiglia. Dopo il ricovero in ospedale della donna è scattata la denuncia
Picchiava la moglie, da sempre, da anni. E lo stesso faceva con le figlie minorenni. Alla fine i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Saronno hanno deciso di far scattare le manette, chiuderlo in prigione e tenerlo, così lontano, dalle donne che continuava a minacciare.
L’uomo è un marocchino, L.B., di 32 anni, in possesso di regolare permesso di soggiorno.
L’inferno è cominciato nel 2002 quando l’uomo, con problemi di alcolismo, aveva preso a picchiare la moglie e le due figlie minorenni; un inferno che si consumava quasi ogni giorno tra le mura domestiche, nel silenzio più assoluto anche delle vittime. Fino a quando, l’aprile dell’anno scorso, le botte non sono aumentate e dopo una discussione degenerata ancora una volta in insulti, pugni e calci, la donna è finita all’ospedale di Saronno. I medici le avevano riscontrato fratture in varie parti del corpo ed ecchimosi ovunque. Ricoverata per alcuni giorni la donna aveva deciso finalmente di sporgere denuncia ai Carabinieri di Saronno. Ma il periodo di tranquillità è durato poco: l’uomo è tornato alla carica, minacciano le figlie e la moglie perché ritirassero la denuncia. A quel punto, l’autorità giudiziaria, su proposta del Nucleo Operativo, ha rotto gli indugi disponendo la carcerazione preventiva dell’uomo.
Le manette sono scattate per L.B. nella tarda serata di mercoledì 28 febbraio, quando i carabinieri si sono presentati con l’ordine di custodia cautelare emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio.
La vicenda di Saronno è stata resa pubblica a pochi giorni da un altro grave fatto avvenuto a Crema: una donna egiziana di vent’anni ha vissuto per due anni reclusa in casa, tenuta d’occhio dal marito, connazionale, di 31 anni, operaio in una fonderia del bresciano. Dopo l’irruzione dei carabinieri l’uomo è stato arrestato e la donna trasferita in un luogo sicuro e protetto.
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