L’erba dei vicini è sempre la migliore
È meglio il Canton Ticino o il Varesotto? Da giorni i lettori di Varesenews scrivono le loro opinioni
"La prostituzione non sarà una bella cosa, – scrive Mimmo Imposimato, – ma meglio come viene gestita da voi che non quella sulle strade che avviene da noi.
Si faccia un giro fuori Como qualche sera, altro che "bordello della Lombardia"".
"È proprio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! – replica Marina D’Alò Costantini, su questo e altro – La conferma viene dai lettori di VareseNews che si ostinano, anche davanti all’evidenza, a negare l’ovvietà che tutto il mondo è paese, Canton Ticino compreso".
Tutto il dibattito sullo stato del Canton Ticino e di come venga troppo esaltato questo piccolo angolo della Svizzera è nato proprio da una lettera della giornalista D’Alò che afferma che la "stupisce infatti parecchio constatare quanti siano ancora gli italiani che si ostinano scioccamente a citare come modello questa regione che poco ha a che fare con il resto della Confederazione soprattutto dal profilo della “perfezione”".
La ticinese continua dicendo di essere "sempre piacevolmente sorpresa nel constatare che in Italia le cose vanno molto meglio di quanto descritto dai suoi abitanti. Ma indicare quel che succede altrove, ed in particolare da questa parte del confine, come “ideale” è decisamente un sintomo di scarsa conoscenza della realtà".
Emilio De Nunzio le risponde dicendo che "forse è vero quello che dice, in Canton Ticino non è poi tutto rose e fiori come molti pensano", però certamente le strade non sono come quelle italiane, la sanità è gestita con maggiore attenzione e celerità, l’immigrazione non rappresenta il problema che esiste nel nostro paese.
Il dibattito continua e sarà interessante scoprire altri pareri. Colpisce però, a poche settimane da un convegno sui media insubrici, come sia il campanilismo o l’appartenenza politica a far da motore a molte posizioni.
L’affermarsi di una realtà come quella dell’Insubria, interessante a questo proposito è il libro edito da Casagrande, sarebbe un bel passo avanti per ogni territorio per provare a trarre stimoli e migliorare le proprie condizioni, e non tanto per far le pulci su dove si sta peggio.
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