Il mago di Liedolhm: “Avevo previsto quella Coppa persa ai rigori”

Mario Maggi, 73 anni, è l'uomo dal quale il "Barone" portava le sue squadre prima dei match più importanti: gli curò un'ulcera nel 1975, allora cominciò il loro rapporto

«Mi mancherà». È distrutto Mario Maggi, il mago settantatreenne di Bienate dal quale Nils Liedholm portava le sue squadre in ritiro, “costringendo” i giocatori a fare dei tour de force tra Busto Arsizio e Buscate prima delle partite più importanti della sua Roma prima e del Milan poi: «Per me era un fratello – spiega -, mi consola il fatto che è morto senza soffrire. Era paralitico da un po’ di tempo e andavo spesso a trovarlo nella sua tenuta di Cuccaro Monferrato: la sua stanza era tappezzata di foto con me. Ci conoscevamo da 35 anni, gli curai un’ulcera duodenale che i medici non riuscivano a guarirgli nel 1975: mi ha fatto entrare nel mondo del calcio e non ci sono più uscito, tutto grazie a lui, gli devo moltissimo. Per capire che uomo era, basta dire che ha giocato fino a 39 anni senza mai prendere un’ammonizione: era sincero, onesto, calmo, generoso. Non trovo doti cattive in lui nemmeno a pensarci a fondo. Mi presentò anche Nordhal, che venne a casa mia: un’altra grande persona, squisita». Del mago e del suo rapporto con Liedholm si favoleggia da tempo: si racconta di portafortuna speciali, di “consigli” particolari, calcistici e non. Di avere delle doti speciali il mago lo scoprì a Tarquinia, a 12 anni, quando guarì la prima persona: poi la legione straniera ed il ritorno sano salvo. Si dice che il mago predisse la sconfitta della Roma contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni nel 1984, ammonendo Liedholm di non far tirare i rigori a Graziani e Conti: il “Barone” quella volta non lo ascoltò e la Roma perse: «Non gli parlai per due mesi – conferma Maggi -. I portafortuna ci sono e non li ho realizzati solo per lui, ma anche per altri giocatori, tra i quali Bruno Conti e Franco Baresi. Di calcio però non voglio parlare adesso, lo farò forse dopo il funerale, ora sono veramente distrutto. Tutte le sue vittorie però sono merito suo, questo deve essere chiaro. Mi mancherà».    

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Novembre 2007
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