“E se a Brinzio facessimo elettricità utilizzando il fiume?”

La proposta di un lettore: "Col petrolio a 100 dollari il barile diverrebbe conveniente servirsi della portata del Rancina"

Riceviamo e pubblichiamo l’idea del lettore Ettore Piccinelli che in una lettrea inviataci propone l’ide a di realizzare a Brinzio una centrale idroelettrica capace di generare energia sfruttando alcuni corsi d’acqua.

Centrale idroelettrica a Brinzio

Verso la fine del 2004 avevo ipotizzato la possibilità di produrre energia idroelettrica sfruttando le acque dei torrenti VALMOLINA e BRIVOLA  che unendosi a valle del paese formano il RANCINA.

Durante questi tre anni non ho dimenticato tale possibilità  anzi sono riuscito, non senza qualche difficoltà, a valutare le portate dei due torrenti durante i diversi mesi dell’anno.

Risulta evidente che il volume dell’acqua varia esclusivamente in funzione della piovosità e della siccità  oppure anche a seguito di inverni con abbondanti nevicate.

Dai dati che ho raccolto  emerge che se  piove per un solo giorno la quantità di acqua dei torrenti non subisce variazioni notevoli.

Se le giornate piovose sono più di due o tre le  portate rimangono considerevoli per diversi giorni .

Durante l’anno si verificano periodi di siccità in cui i flussi d’acqua si riducono ai minimi termini. Pertanto risulta difficile ipotizzare allo stato attuale dei fatti un proficuo sfruttamento idoneo delle acque dei due torrenti.

E a questo punto ci si pone il problema se arrendersi all’evidenza dei fatti,oppure proseguire nella ricerca di una possibilità di utilizzo delle potenzialità idroelettriche a BRINZIO.

Dopo aver effettuato ricerche presso l’archivio comunale,ho raccolto informazioni interessanti  che mi inducono a proseguire lo studio di fattibilità di produrre energia idroelettrica nel nostro paese.

È  interessante avere avuto la conferma che nel passato si sia sfruttata l’energia prodotta dai torrenti:ci sono state anche delle divergenze tra il nostro COMUNE,che aveva un regolare permesso di ritenere le acque del lago e il comune di RANCIO in quanto ogni comunità voleva sfruttare le potenzialità idriche dei corsi d’acqua .

Nel tratto di torrente che da BRINZIO scende verso RANCIO si possono ancora trovare le rovine di ben quattro mulini, che traevano forza per il proprio lavoro dall’energia idrica.

Alcuni anni fa ho visitato la segheria BERNASCONI  nel territorio di RANCIO che utilizzava per il proprio lavoro l’energia prodotta dalle acque del RANCINA .

In questi tre anni  sono venuto  a conoscenza di innumerevoli notizie

che hanno evidenziato la possibilità di sfruttamento di questo breve tratto di fiume.

E’ chiaro che madre natura ci mette a disposizione  risorse da utilizzare, poi sta a noi cercare di ottimizzare il tutto.

A questo punto accogliendo l’ invito  di alcuni costruttori competenti in materia, mi sono recato a visitare impianti idroelettrici in zone non molto dissimili dalla nostra.

In una di queste nella vicina Svizzera ad un centinaio di km da BRINZIO venne con me il sindaco Sergio Vanini.

Ebbene in quel luogo abbiamo visto come gli Svizzeri abbiano costruito una galleria attraverso una montagna per far scorrere le acque che alimentano una condotta forzata,  nel rispetto assoluto della natura.

Il denominatore comune che hanno comunque tutte le centrali idroelettriche  è quello di non danneggiare il territorio in cui sono situate.

Dopo tutta questa doverosa premessa si pone il problema di come inserire nel nostro territorio una centrale che abbia requisiti di rendimento idonei, per aver motivo di esistere.

Non avendo a monte una quantità di acqua sufficiente per tutto il periodo dell’anno, è necessario introdurre una tecnologia che offra risultati convenienti.

Occorre  quindi applicare le tecnica del ripompaggio idrico notturno, il cui esempio più eclatante è la centrale di RONCOVALGRANDE meglio conosciuta come la centrale del LAGO DELIO.

Come ben sapete esiste la possibilità di sfruttare  il superamento energetico di centrali termoelettriche che debbono restare in funzione anche di notte.

Infatti ci vuole più energia a riattivarle , che a tenerle in funzione.

Anziché sprecare tale risorsa conviene sfruttarla per ripompare a monte l’acqua durante la notte.

Questo presuppone un bacino a monte e a valle con le tubazioni necessarie, ma la cosa più importante esiste già ed è il salto di circa 200mt che da BRINZIO scende a RANCIO

A questo punto mi permetto di fare alcune considerazioni  frutto di rilevazioni che ho svolto nei mesi trascorsi.

Come accennato in precedenza le portate sono il frutto della piovosità durante i vari periodi dell’anno.

Durante le ricerche svolte mi sono avvalso della collaborazione del

CENTRO GEOFISICO PPREALPINO che tramite il prof.Furia mi ha consegnato i dati di piovosità degli ultimi 40 anni.

Da questi dati ho potuto desumere che la piovosità sul nostro territorio si è mantenuta abbastanza  costante nel corso degli anni  tranne  pochi periodi di prolungata siccità.

Normalmente  si ha una piovosità di 1500 mm di acqua in un anno;

durante gli anni siccitosi- due o tre in tutto- la piovosità è stata di 1000 mm di acqua, il 50% in meno.

Allo stato attuale potremmo gestire in maniera abbastanza semplice la portata di uno dei due torrenti con uno sbarramento alla fine del lago in quanto ritengo difficoltoso regolare il flusso idrico  del VALMOLINA  con una diga per evidenti problematiche di sicurezza e di spazio.

Penso  però ad una deviazione di parte delle acque di quel torrente attraverso idonee tubazioni verso l’unico bacino del lago che dovrà essere dimensionato in superficie e profondità per contenere una quantità di acqua sufficiente ad una continua ottimizzazione dei  valori di energia che si vogliono ottenere.   

Durante i rilievi effettuati ho notato che per circa 80-120 giorni/anno abbiamo una portata adeguata   ad  un riscontro economico conveniente.

È risaputo che di notte è inutile fabbricare energia elettrica pertanto se la producessimo per  12 ore al giorno avremmo immediatamente un raddoppio dei giorni utili.

Se altresì consideriamo che la settimana è composta di 5 giorni di grande consumo elettrico, possiamo tranquillamente valutare di avere energia idroelettrica per almeno 30 settimane all’anno.

Con l’ausilio del ripompaggio notturno possiamo  stabilire con esattezza la quantità di energia che vogliamo ottenere.

È un progetto da valutare correttamente, per evidenti ragioni di natura economica e ambientale  tenendo conto dei costi energetici derivanti dall’utilizzo del petrolio che sono destinati a salire e a rimanere elevati.

Nel 2004 il petrolio costava 40 dollari /barile oggi siamo arrivati a quota 90-100 dollari.

Ci sono i presupposti per considerare questa scelta che direi quasi obbligata.

È un’occasione per dimostrare che a BRINZIO è possibile produrre energia pulita e rinnovabile.

Resto comunque a disposizione di suggerimenti, di idee e di qualunque altra iniziativa in merito.

ettore.piccinelli@tin.it

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Pubblicato il 04 Gennaio 2008
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