Merci contraffatte e laboratori clandestini, controlli e denunce

Scoperti dalla polizia locale un laboratorio di cinesi e un camion di proprietà di un italiano con 700 magliette contraffatte: falsi marchi di Armani Jeans e Diesel

Resta fiorentissimo il mercato della griffe falsa: ne sa qualcosa anche la polizia locale di Magnago, comune altomilanese confinante con Busto Arsizio, che con i suoi cinque (5) agenti guidati dal comandante William Viola negli ultimi giorni di febbraio ha eseguito una serie di interventi per reprimere questo commercio, lucroso ma fraudolento.

In particolare, il 25 febbraio è stato scoperto in paese – e subito chiuso d’autorità – un laboratorio di pelletteria clandestino gestito da cinesi in cui si trovavano ben tre immigrati irregolari. A gestirlo era H.K., 38enne originario della provincia cinese del Zhejiang come i tre "paesani" clandestini tra i 18 e i 38 anni trovati con lui. Questi ultimi sono stati accompagnati in Questura a Milano e fotosegnalati per l’espulsione, mente il proprietario del laboratorio è stato denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Cinque giorni prima era stato un venditore porta a porta marocchino, E.H., già noto alle forze dell’ordine, era stato "pizzicato" sempre dai vigili urbani. La merce che stava vendendo gli è stata sequestrata, lui è finito in Questura per fotosegnalazione ed espulsione.

Mercoledì 27 febbraio, infine, sempre gli agenti di polizia locale hanno intercettato, dopo una discreta indagine in un laboratorio di Magnago (non correlato con quello cinese sopra citato), un camion che trasportava 700 capi d’abbigliamento contraffatti (nella foto alcuni esemplari), in particolare T shirt "griffate" Armani Jeans e Diesel, quasi indistinguibili dagli originali. Proprietario del camion è un 37enne di Casorezzo, F.A., con vari precedenti per lo stesso tipo di reato, mentre al volante c’era S.G., 51enne trasportatore di Castano Primo, con un solo precdente risalente a trent’anni fa e per tutt’altre violazioni di legge. Sequestrata la merce, le magliette contraffatte, che per ammissione di F.A. erano destinate direttamente alla vendita ambulante da parte di senegalesi, sono state inviate ai laboratori delle due "case" prese di mira dai falsari. Le perizie hanno confermato la contraffazione di capi, etichette e loghi, e per i due italiani è scattata la denuncia alla Procura milanese per commercio di merci contraffatti.

Un’attività, quella della polizia locale, commenta il sindaco Ferruccio Binaghi insieme al suo vice Andrea Coscetti e all’assessore Fausto Zanella, che si sta cercando di potenziare. Questa primavera dovrebbe essere assunto tramite concorso un sesto agente, ripristinando l’organico minimo necessario; in più negli anni sono state posizionate in paese 15 telecamere (altre quattro sono già finanziate) e centinaia di nuovi punti luce. Altre misure sono state rese per liberare la disponibilità degli agenti, come una segnaletica atta a ridurre gli incidenti e il ricorso a volontari per l’acompagnamento dei minori all’ingresso-uscita da scuola. «Abbiamo attivato un numero della polizia locale per le emergenze, attivo dalle 7 alle 19: è il 328-1506156, che si affianca al 112 dei carabinieri» annuncia il sindaco.

Particolare attenzione viene messa nel reprimere i fenomeni connessi all’immigrazione clandestina, dallo spaccio nei boschi ai furti, rimarca l’amministrazione. Giusto un anno fa Magnago era balzata ai dubbi onori della cronaca per un caso di stupro di gruppo che scatenò la rabbia e l’indignazione di una popolazione già ampiamente mal disposta verso la cosiddetta microcriminalità. Tanto più gradito venne poi pertanto la notizia della cattura dei responsabili, a seguito di complesse indagini.

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Pubblicato il 05 Marzo 2008
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