Schede elettorali abbandonate nel tribunale di viale Milano a Gallarate? Lo dice oggi La Provincia di Varese. Secondo l’articolo intitolato “Le schede elettorali sono lì: entrate e servitevi pure”, il materiale sarebbe stato lasciato nei corridoi, disponibile a chiunque. Il segretario generale del Comune di Gallarate, avvocato Filippo Ciminelli, esprime il suo stupore: «Stupore non dettato dalla situazione in sé e per sé, degna di uno scoop di “Striscia la Notizia”, ma dalla presunta inadempienza imputata al personale del Comune nel mancato ritiro del materiale – si legge in una nota diffusa dal Comune -. Le norme, infatti, disciplinano in modo puntuale gli adempimenti cui devono attenersi i vari organi coinvolti nelle operazioni di voto e nelle fasi che le precedono e seguono. Da dette norme non si evince alcuna disposizione che indichi nel Comune l’ente responsabile per la conservazione delle schede elettorali votate e alla tenuta dell’ulteriore materiale. Il quale, per legge, deve invece essere consegnato alle sedi dei tribunali. Giova, in effetti, ricordare quanto segue – prosegue Ciminelli -: stando all’art. 7, ultimo comma, della legge 23 aprile 1976, n. 136, e all’art. 244 del decreto legislativo n.51/98, «…il plico contenente le schede valide deve essere recapitato, al termine delle operazioni di seggio, al Sindaco del Comune, il quale provvederà al successivo inoltro al tribunale o alla sezione distaccata del tribunale competente»; il “Massimario per lo scarto degli atti elettorali” edito dal Ministero dell’Interno, nell’individuare gli uffici titolati alla conservazione del materiale elettorale, dice che «…le schede valide sono consegnate ai tribunali competenti e che devono essere conservate, per i giudizi dei titoli di ammissione alle Camere, fino al termine della legislatura; successivamente possono essere assoggettati a procedura di scarto». Il Comune di Gallarate, infine, precisa di avere messo a disposizione del Tribunale – sede distaccata di Gallarate, previo debito intervento di manutenzione, locali siti al piano interrato proprio perché venissero adibiti ad archivio».
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