Ozono oltre i limiti in Lombardia
Con il caldo ritorna l'emergenza inquinamento e in Brianza è già allarme. Principali responsabili le emissioni da traffico
E’ allarme ozono in Lombardia. Meno di una settimana di caldo e i livelli di ozono nella troposfera, la parte più bassa dell’atmosfera, quella dove si trova l’aria che respiriamo tutti i giorni, sono volati oltre la soglia critica, che identifica le concentrazioni pericolose per la salute in particolare di bambini e anziani. A Lecco e provincia, secondo i dati pubblicati oggi dal sito di ARPA Lombardia, l’aria peggiore: in città il picco è stato di 260 microgrammi per metro cubo, quindi ben oltre la soglia di allarme di 240. Ma anche la provincia lariana non se la passa meglio: a Valmadrera si sono raggiunti i 256 mg/mc mentre a Moggio la concentrazione ieri era pari a 243 mg/mc, confermando l’insana consuetudine di questo gas, che origina dalle grandi concentrazioni metropolitane, di spostarsi in alta quota, anche in quei paesini di montagna dove i milanesi hanno comprato la loro seconda casa sperando che l’aria pulita fosse inclusa nel prezzo. Ozono alto anche in provincia di Brescia dove si sono superati i 225 mg/mc, e in generale in tutta l’area pedemontana, dove si è superata la soglia di informazione (180 mg/mc) a Bergamo con 199 mg/mc, Varese con 197 mg/mc e Erba (Co) con un picco di 192. Anche per Milano e il suo hinterland purtroppo non si prevede niente di buono: ieri a Trezzo d’Adda la concentrazione d’Ozono ha raggiunto i
«Ormai l’inquinamento da ozono è diventato una certezza come il sostizio d’estate – commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – la pericolosità di questo inquinante è assodata ma tutti gli anni incrociamo le dita sperando nel vento o in un temporale che eviti che gli accumuli di questo gas arrivino a determinare gravi effetti sanitari per l’intera popolazione. Il futuro sarà anche peggiore se si continuerà a pensare che costruire autostrade e generare nuovo traffico stradale rappresenti il modo più intelligente per governare la mobilità dei cittadini lombardi».
L’ozono, negli strati più alti dell’atmosfera, risulta di fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce lo schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene. Lo stesso gas è invece dannoso per la salute umana e per la vegetazione: essendo un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. Le persone maggiormente colpite sono i bambini che hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie. Ma anche i soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto diventano un gruppo "sensibile” perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. Inoltre le malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche) rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Le principali cause dell’aumento di questo gas sono le emissioni di idrocarburi incombusti (COV) che provengono dal traffico veicolare e delle attività industriali, e di ossidi d’azoto (NOX), un tradizionale inquinante da traffico.
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