Sei rasta? Puoi circolare con la marijuana in tasca

Sentenza "spirituale" della Corte di Cassazione che ha assolto dall'accusa di detenzione a fini di spaccio un quarantaquattrenne di religione rastafariana

Sei rastafariano? Allora sei autorizzato a circolare con la marijuana in tasca. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza emessa oggi, 10 luglio. Il nome della religione rastafariana deriva da Ras Tafari, vale a dire il nome dell’imperatore Haile Selassie I che salì al trono d’Etiopia nel 1930 con i titoli di Re dei Re (Negus Negasta), Eletto di Dio, Luce del Mondo, Leone Conquistatore della tribù di Giuda: alcuni credenti delle "Chiese Etiopi" riconobbero in lui il Cristo nella Sua Seconda Venuta in Maestà, Gloria e Potenza, come profeticamente annunciato dalle Sacre Scritture, essendo diretto discendente della Tribù di Giuda che affonda le sue radici nell’incontro tra Re Salomone (figlio di Davide) e la regina di Saba. Il rastafarianesimo delle origini è legato al nazionalismo etiope e la predicazione si ispira al pensiero del leader storico Marcus Mosiah Garvey. Negli Anni Ottanta la cultura rasta ha valicato i confini etiopi grazie alla musica reggae di vari artisti soprattutto giamaicani, primo fra i quali Bob Marley: da allora i dreadlocks (le treccine ispirate alla vicenda biblica di Sansone), i tam (i classici cappelli che raccolgono le trecce, spesso con i colori della Giamaica) e la cultura rasta sono diventati conosciutissimi in tutto il mondo.   

Oggi dunque la Corte di Cassazione ha stabilito che i rasta possono girare con qualche dose di marijuana: la giustificazione della sentenza sta nel fatto che i seguaci della religione rastafariana usano la marijuana (erba Ganja) come erba medicinale, meditativa, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera. L’erba è considerata sacra perché sarebbe cresciuta sulla tomba del re Salomone, il Re Saggio, e da esso ne tragga forza. Così un quarantaquattrenne di Perugia si è visto annullare la condanna a 4 mesi di carcere e 4 mila euro di multa per detenzione a fini di spaccio per possesso di marijuana (97,3 grammi, pena confermata in appello) poiché si è giustificato con la fedeltà al culto rastafari che "imporrebbe" il consumo giornaliero di 10 grammi di erba.

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Pubblicato il 10 Luglio 2008
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