Locarno, tra Moretti e Baricco

Dal 6 agosto al via la 61esima edizione del Festival internazionale: oltre alla retrospettiva dedicata al regista di Caro diario, in piazza Grande il primo film diretto dallo scrittore italiano di Novecento

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Si farà sentire la presenza italiana al Festival internazionale del cinema di Locarno, in programma dal 6 al 16 agosto. Punto di forza sarà sicuramente la retrospettiva dedicata a Nanni Moretti, con un libro e una mostra (con tanto di proiezione in piazza Grande di Paolombella Rossa). Ma anche per la presenza nella giuria del concorso internazionale di Paolo Sorrentino autore de Il divo, pellicola premiata a Cannes che sta vivendo tuttora un grande momento nelle sale italiane.
Ma non sono gli unici punti di forza del cinema italiano al Festival giunto quest’anno alla 61esima edizione. Tra le anteprime di un concorso internazionale dedicato soprattutto alla crisi della famiglia, si legge la presenza anche di un altro italiano: un’opera prima italiana, Mar Nero di Federico Bondi, osserva con toni poetici il rapporto tra un’anziana signora e la sua badante rumena.
Nelle proiezioni di piazza Grande, che sono fuori concorso, spunta invece anche un’opera musicale curiosa: Lezione 21, primo lungometraggio dello scrittore italiano Alessandro Baricco (Seta, Novecento), indaga sui misteri della Nona Sinfonia di Beethoven, con Noah Taylor e John Hurt.

«Locarno diventa sempre più vivace e impertinente – racconta il Direttore artistico Frédéric Maire -. La programmazione è stata perfezionata e arricchita: due mostre, due libri, una nuova struttura di accoglienza e dibattiti ai piedi della splendida magnolia all’ingresso della Piazza. Se osserviamo da vicino la natura dei film presenti nell’edizione 2008, il Festival, quest’anno come mai prima, offrirà il suo orecchio attento per cogliere le voci del tempo e del mondo; sono innumerevoli i film che, direttamente o indirettamente, affrontano grandi temi politici e sociali. E ciò avviene spesso attraverso il denominatore comune più piccolo: la famiglia, o meglio ciò che ne resta, genitori assenti, figli perduti, emarginati di una società alla deriva. Due dei cineasti che celebreremo in particolare in questa edizione, Amos Gitai con il Pardo d’onore e Nanni Moretti con una retrospettiva integrale, un libro e una mostra, ne sono i principali artefici. Il loro cinema è una formidabile opera di creazione che mostra, sempre, un presente che riguarda tutti, mescolando la finzione più pura a tracce di realtà, un presente che disincanta e un futuro che, speriamo, saprà comunque incantarci. Almeno al cinema».

Il resto del programma internazionale
Sono finora 17 i lungometraggi confermati per il programma della Piazza Grande 2008, di cui 9 prime mondiali. Apre il programma un grande film inglese presentato in prima europea, Brideshead Revisited di Julian Jarrold (Becoming Jane) con Emma Thompson, tratto dal romanzo di Evelyn Waugh, un classico della letteratura britannica. Dieci giorni dopo, il Festival si concluderà su tutt’altre tonalità con Back soon, una spassosissima commedia scandinava ricca di poesia… e di marijuana, della cineasta franco-islandese Solveig Anspach. Acido umorismo invece per Choke (Soffocare) di Clark Gregg, tratto dal romanzo omonimo dello scrittore americano Chuck Palahniuk (Fight Club), con Anjelica Huston. Un’altra commedia molto attesa segnerà il ritorno a Locarno della regista francese Anne Fontaine (Comment j’ai tué mon père, Concorso internazionale 2001): La Fille de Monaco, pungente divertissement su ambizione e potere, con Fabrice Luchini, Roschdy Zem e l’attrice rivelazione Louise Bourgoin. Infine, completo cambio di scena con Khamsa di Karim Dridi, che torna a Locarno dieci anni dopo Hors Jeu (Concorso internazionale 1998). Girato a Marsiglia con giovani attori non professionisti, Khamsa offre una commovente cronaca sociale che ammicca ai Quattrocento colpi, su sfondi urbani e campi gitani.

Il concorso
Drammi intimi e crisi di famiglia. Oltre al già citato film italiano, vi sarà März di Händl Klaus, primo film del celebre drammaturgo austriaco, un intero paese vive sotto choc per il suicidio di tre adolescenti. Di altrettanta forza drammatica è l’ultima opera della cineasta olandese Mijke de Jong, Het Zusje Van Katia (Katia’s sister), ritratto di un’adolescente abbandonata a sé stessa che tenta di costruirsi in un universo familiare in decadenza. La famiglia è il tema centrale anche in 33 Szeny zzycia (33 Scenes from Life), secondo lungometraggio di Malgorzata Szumowska. Con questo film l’ex allieva della scuola di cinema di Lodz esplora la crisi profonda di una donna di fronte alla malattia della madre. Yuriev Den (Yuri’s Day), del giovane talento russo Kirill Serebrennikov, indaga invece con maestria la ricerca interiore di una donna (Xenia Rappoport)

Un programma tutto da scoprire, disponibile sul sito www.pardo.ch

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 agosto 2008
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