Zambia, prima tappa

Comincia da qui il diario di viaggio dei giovani delle Parrocchie di Giubiano e Bustecche a Varese: i primi tre giorni nel paese africano

Primi  tre giorni in Zambia.
Dopo 13 ore di aereo atterriamo domenica 03/08 a Lusaka, facciamo appena in tempo a scorgere i colori caldi del tramonto zambiano.
La prima notte siamo ospiti delle suore di Mary Shrine, ci preparano la prima cena e dopo qualche momento di preplessità dovuto alle mille raccomandazioni dei nostri medici, ci decidiamo a mangiare.
La mattina seguente mostrano la’orfanotrofio che ospita 50 bambine affidate a 10 donne che loro chiamano mamme. Le bambine ci conquistano immediatament e tanto che dopo qualcheminuto ognuno di noi tiene per mano una di loro.
Siamo ancora spaesati, tante volte abbiamo guardato le foto di questi bambini africani, che sembrano tutti uguali eo ra, in queste foto, ci siamo anche noi e i bambini hanno un nome.
Abbiamo il tempo di ascoltarle cantare ed è bastato un pallone e poche parole per iniziare a giocare con loro. Purtroppo il tempo è finito ed è arrivato il pulminoche ci porta alla prossima destinazione: Chirundu.
Chirundu è la prima parrocchia aperta dalla diocesi si Milano negli anni 50 in Zambia per assistere gli operai e i tecnici che lavoravano alla grande diga di Kariba sul fiume zambesi; cittadina di confine con lo Zimbawe, gode di un discreto benessere grazie alla frontiera.
Visitiamo l’ospedale e parte del compound con capanne e casupole dal tetto in lamiera. La cosa che colpisce di più  è l’assenza di asfalto, e  terra rossa ovunque. La parrocchia gestisce con scarsissimi mezzi una scuola frequentata da circa 2000 bambini.
Il giorno dopo (05/8) la via a Chirundu inizia con il suono della campana alle 5.30.
Visitiamo Lusithu eil parroco italiano don Giuseppe Grazini, ci racconta la difficile situazione della gente che 60 anni fa è stata fatta spostare a causa della formazione del lago artificiale di Kariba, e oggi rischia di dover andarsene di nuovo perchè la sua zona è ricca di uranio.
Proseguiamo verso Siavonga sullo stesso lago Kariba dove oggi sono riuniti i bambini delle tre comunità per una giornata di festa, li vediamo ballare e cantare e parteciapiamo al loro pranzo: pollo, verze e inshima (una specie di polenta bianca), il tutto si mangia solo con le mani.
Ormai ci siamo quasi ambientati. Domani  il viaggio continua.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2008
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