Annotazioni riflesse alla Galleria Palmieri
Dallo Zibaldone di Leopardi la citazione per la mostra di Giovanni Sesia, Ferdinando Greco, Mirko Baricchi a cura di Antonio D’Amico
«De’ pensieri suoi… annotazioni riflesse» titolo narrativo per la mostra alla Galleria d’Arte Palmieri con opere di Giovanni Sesia, Ferdinando Greco, Mirko Baricchi a cura di Antonio D’Amico. L’esposizione analizza il misterioso e intrigante rapporto tra immagine e parola che nel cosmo delle arti figurative si sviluppa sotto varie forme e sfaccettature, in special modo nell’ambito della pittura contemporanea.
Gli artisti invitati sentono l’esigenza creativa di miscelare materia cromatica e visiva in perfetta simbiosi con l’elemento calligrafico. Accade così che l’una è funzionale all’altra in una magica danza silenziosa e ritmica dove la pittura diviene poesia o meglio specchio e antro speculativo dove annotare pensieri e sentimenti vaghi e definiti, diari e appunti disparati, imperativi e desideri che altrimenti rimarrebbero inespressi e taciuti.
È così per gli appunti sparsi fra i disegni di Leonardo ed è così dal punto di vista letterario per lo Zibaldone di Leopardi, il cui assemblaggio dell’opera è fonte d’ispirazione dal punto di vista critico per il concepimento di questa mostra già dal titolo de’ pensieri suoi… annotazioni riflesse. Infatti, se gli appunti leopardiani affrontano vari argomenti e sono i de’ pensieri suoi sparsi e riuniti, per la mostra si è voluto mettere insieme un percorso di circa sei opere per ogni artista in qualità di annotazioni riflesse sul supporto pittorico. È questa un’osmosi affascinante che si può rileggere grazie al colpo d’occhio d’insieme nella sala della galleria Palmieri, dove seppur diversi, i tre, ponendo la loro attenzione alla vita con il proprio vissuto e la loro singolare storia, offrono uno spaccato che invita i visitatori a riflettere, assolvendo uno degli scopi primordiali dell’arte.
Giovanni Sesia, Ferdinando Greco e Mirko Baricchi con la loro lente d’ingrandimento creativa affrontano la scrittura, come scrive Antonio D’Amico, «da tre angolazioni differenti e le loro opere offrono la possibilità di entrare nei meandri di tre personalità ben distinte e di forte spessore creativo con letture visive che raggiungono sempre un’osmosi intrigante ma spiegano e sviscerano tre percorsi del vivere umano». La memoria è luogo privilegiato per Giovanni Sesia, da sondare e indagare, far rinascere e perpetuare attraverso tradizioni, sguardi, gesti enfatici ma per sempre solitari e immutabili, dove ormai tutto è compiuto. In Ferdinando Greco è l’anima la protagonista assoluta, voce e assolo di un coro immerso nel suo io più recondito, specchio parlante di una vita intrisa di emozioni, sensazioni, azioni e contaminazioni viscerali che ora senza alcuna maschera vivono lì, presenti dinanzi ai suoi occhi e allo sguardo di tutti. Laddove l’io adulto cede il passo all’io bambino emergono dialoghi immediati, con l’aulica forma del fiabesco o la perentoria esclamazione dell’indizio pienamente percepito nei dipinti di Mirko Baricchi con lo stupore innocente del fanciullo e la capacità di affermazione senza falsi pudori. Tre visioni, tre momenti dell’esistenza, tre vagli d’insieme e perfettamente legati alla vita, tre contesti analizzati dal curatore della mostra nel testo in catalogo che non vogliono essere risolutivi di un genere pittorico sviluppatosi nell’arte contemporanea e che trova arditi esempi nel nostro Novecento storico e vari altri artisti che si occupano di pittura e scrittura. Da Palmieri, però, si vuol creare l’occasione espositiva per discutere e vedere pittura e scrittura nell’unico e indissolubile piglio artistico realizzato da tre punte di diamante della nostra arte contemporanea.
Giovanni Sesia – Ferdinando Greco – Mirko Baricchi
de’ pensieri suoi… annotazioni riflesse
Galleria d’Arte Palmieri
Galleria d’Arte Palmieri
Via Mameli, 24 Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331639334 info@galleriapalmieri.it
a cura di Antonio D’Amico
Orari: da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30
Orari: da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30
Domenica su appuntamento
Dal 21 febbraio al 22 marzo
Inaugurazione, 21 febbraio 2009
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