Gli artigiani incontrano il PD per parlare di crisi
La Giunta esecutiva dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese e la Cna Varese-Ticino Olona ha incontrato il consigliere regionale Stefano Tosi «Servono strategie comuni»
«Un errore aver bruciato le risorse derivanti dall’ICI e un errore voler anticipare al 2009 i fondi FSE riservati al 2010 e 2011: così, di fatto, si annullano le politiche attive del lavoro. Inadeguato lo sforzo per le risorse riguardanti gli ammortizzatori sociali che lo scorso anno hanno visto spesi 650 milioni di euro, ma solo 50 sono andati alla Regione Lombardia: si rischia di non avere risorse disponibili per il 2009. Contraddittorio, inoltre, il modello federalista elaborato da un governo che non abbandona l’approccio centralista. E lo dimostra in tutte le sue mosse». Lo ha detto Stefano Tosi, consigliere regionale del PD, in occasione dell’incontro tenutosi nella giornata di ieri – martedì 10 febbraio – con la Giunta esecutiva dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese e la Cna Varese-Ticino Olona (presenti il presidente provinciale Daniele Parolo ed il segretario Gianni Mazzoleni).
Tanti, in questo momento congiunturale negativo – affrontato in tutti i suoi aspetti più duri dalle associazioni rappresentanti gli interessi delle PMI e dalla forza politica d’opposizione – i problemi sul tappeto. Associazione Artigiani e Cna hanno rimarcato la crisi reale, il Welfare debole di questo governo, il voler sottovalutare – da parte della politica – i comportamenti restrittivi degli istituti di credito nei confronti delle imprese. Anche di quelle che, economicamente, si dimostrano sane e con un pacchetto di ordini “bloccato” dalla mancanza di finanziamenti. Gli imprenditori chiedono credito, credito e credito. In una parola: liquidità. Quello che le banche non hanno o non vogliono concedere.
«Servono strategie comuni», ha dichiarato Marino Bergamaschi – direttore generale dell’Associazione Artigiani – in apertura dell’incontro. Soprattutto in materia di tutela del capitale umano (con un accordo tra sistema camerale, banche e sindacati) per la realtà produttiva manifatturiera dove «la professionalità prevale sulla finanza». E poi: la formazione continua, l’apprendistato e «le municipalizzate che non siano ancora micro IRI e casse per i politici». Infine, Mazzoleni: «Il sistema manifatturiero potrebbe anche reggere, ma a scapito del sistema sociale. Pensiamo agli Studi di settore: rispetto al 2008 il peso dell’imposizione fiscale peserà sulle imprese per un 5% in più. Nessuno sarà in grado di sostenere questo ulteriore “giro di vite”: congeliamo gli Studi per 2 anni, e poi si vedrà».
Ed ecco l’affondo sul CREDITO e le azioni comuni – e immediate – che le due organizzazioni (Associazione Artigiani e Cna) condurranno insieme per impegnare istituzioni e banche:
- Sbloccare il fondo straordinario Confiducia varato dal Sistema Camerale Lombardo. Il fondo – presentato pubblicamente a metà ottobre 2008 come strumento semplice, veloce e pratico a favore delle urgenze finanziarie delle MPI – sembra non esista;
- Premere sugli enti locali affinché pongano maggiore attenzione ai problemi reali e urgenti dell’impresa;
- Sensibilizzare la Provincia di Varese al fine di mettere a disposizione, rapidamente, il milione di euro promesso tempo fa;
- Sollecitare gli istituti di credito per mettere fine agli atteggiamenti restrittivi, all’allungamento dei tempi di istruzione, all’estrema selettività nella concessione del credito ed al preoccupante innalzamento nella percentuale di pratiche respinte. La domanda di finanziamento, da parte delle imprese, è aumentata del 20% rispetto lo scorso anno, mentre la risposta da parte delle banche è pesantemente negativa;
- Potenziare il ruolo dei Confidi nelle loro azioni di “mentoring” nei confronti del sistema bancario;
- Chiedere in tempi brevissimi un’audizione alla IV Commissione (Attività Produttive) per concordare con la Regione Lombardia interventi mirati e immediati per disincagliare le situazioni di crisi delle imprese.
Dirette le riflessioni di Stefano Tosi ed in completo accordo con le analisi delle due associazioni: «Gli strumenti di welfare a livello locale sono da ricalibrare, il PD ha chiesto un superamento del Patto di Stabilità da parte dei comuni virtuosi, è possibile un accordo tra ANCI e Regione Lombardia. Sì alla sinergia per sostenere e tutelare il capitale umano e sì ai fondi locali: perché dal governo non ci potrà aspettare nulla. Tutto, nei piani elaborati dalla maggioranza, si incrocia con l’obiettivo di aumentare le tasse: dagli Studi di Settore, per l’appunto, alla semplificazione burocratica e dei Confidi: un’altra volta ingessati da un Paese “imballato” dalle illogiche della pubblica amministrazione».
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