“Partecipare si può”, anche a Sant’Anna

Sabato mattina Rifondazione in piazza nel rione bustese per raccogliere i pareri dei cittadini: è il primo passo di un tour che nei prossimi mesi toccherà altri quartieri

Riprende "Partecipare si può", iniziativa lanciata nei mesi scorsi da Rifondazione Comunista tramite il cosigliere comunale Antonello Corrado. Sabato mattina Corrado, con compagni di partito, soci di comitat di quartiere e simpatizzanti sarà presente presso il rione di Sant’Anna per una mattinata (dalle 9 alle 12, indiciativamente) di attivismo sul campo in forma di interviste ai residenti. Obiettivo, coinvolgere i cittadini e prima di tutto "sentirne il polso", raccoglierne le opinioni e le richieste. «Molte volte la politica va per conto suo» ci dice il consigliere, «invece bisogna ascoltare la gente, tornare a fare attività diretta nei quartieri e con chi ci vive, raccogliere le proposte, non dettare agende dall’alto». Un mutamento di paradigma notevole rispetto ai dogmi della dottrina comunista classica, da avanguardia del proletariato: ma siamo in tempo di revisioni, se è vero che si è udita da esponenti locali del PdL una critica non proprio tenera verso il "modello unico" americano.

Se si aggiornano le idee, si ammodernano anche i mezzi per raccoglierle: «vogliamo girare dei video» annuncia Corrado, un po’ come hanno fatto l’anno scorso vari ragazzi delle scuole cittadine "reclutati" per l’iniziativa del Comune C’è+Busto. Modello evidentemente ricco di potenzialità: e "Partecipare si può" nei prossimi mesi andrà a toccare, dopo Sant’Anna, quartiere in cui Corrado ha lanciato la battaglia della partecipazione, anche altri rioni cittadini, da Redentore a Borsano. Con le video-opinioni raccolte l’idea è poi di tenere un incontro conclusivo per tirare le somme delle voci che dalla città si rivolgono alla politica e all’amministrazione.

«La partecipazione dispone oggi di un altro strumento poco noto ma molto utile in prospettiva» nota il consigliere di Rifondazione. «Si tratta dell’istanza, prevista dall’art. 33 dello Statuto comunale. È una richiesta che ogni cittadino può formalizzare rivolgendola direttamente al sindaco. Anche questa può essere una via per arrivare a farsi sentire, per non subire passivamente le conseguenze dei problemi riscontrati quotidianamente, ma al contrario attivarsi per cercare soluzioni».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Aprile 2009
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