La triste realtà di un territorio fermo
Alcune domande dopo la diffusione dei dati sulle presenze alberghiere in provincia e attorno alla Malpensa
Che fine ha fatto l’euforia per i mondiali? Ma a Varese non mancavano alberghi? Perché abbiamo dovuto aspettare tanto tempo per vedere la nascita dell’agenzia per il turismo? E quali sono i suoi programmi? Cosa hanno fatto i due consorzi turistici uniti negli ultimi mesi? Che cosa sta preparando Varese in vista di mondiali di Mendrisio? Che informazione trova l’eventuale turista che volesse passare un weekend dalle nostre parti? Come sta andando l’accordo di programma per il “colle di Biumo”? E potremmo continuare per pagine e pagine a fare domande. Il fatto è che, tolti pochi volenterosi (tutti in casa camera di Commercio e con la provincia scomparsa dalla scena) non esiste alcuna strategia sul versante turistico, prova ne è che i numeri di Federalberghi, potranno anche risentire della crisi economica globale, ma arrivano proprio nel dopo mondiali, che evidentemente hanno esaurito il loro effetto nella prestigiosa prova di Ballan, nello spuntare di soli due alberghi e nella dimostrazione che se ognuno va per sé, non si arriva da nessuna parte. I piagnistei dietro a numeri inclementi a nulla servono se non a far notizia per un giorno. Esisteva un piano per il lancio del turismo congressuale ma sono pochi a crederci e lo stato del presunto albergo delle Ville Ponti è lì a dimostrarlo. Tra i quanti si impegnano e credono allo sviluppo turistico varesino e chi dice sempre no, c’è la triste realtà di un territorio fermo.
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