Il PdL: “Scuola materna, il solito scaricabarile”
Nota della coordinatrice del PdL Milena Melato: "Il problema dei 40 bambini a spasso rimane e non viene affrontato "
A Cardano ci sono 40 famiglie in attesa di un posto alla scuola materna statale e di chi è la colpa? Ma del governo Berlusconi, e di chi se no? E’ questo il succo dell’intervento che il nostro assessore alla pubblica istruzione Laura Prati ha fatto settimana scorsa in consiglio comunale in occasione del dibattito sul piano di diritto allo studio.
Troppo facile, caro assessore, scaricare ogni responsabilità sul governo centrale e lavarsi così le mani di fronte ad un problema serio che coinvolge numerose famiglie cardanesi e che è stato affrontato in ritardo e male dall’amministrazione comunale.
«E’ colpa dei tagli del ministro Gelmini agli organici delle scuole statali». Eccola, la risposta preconfezionata del nostro assessore in perenne campagna elettorale per il suo Pd (che prima era Ds, Pds, eccetera eccetera ) e da più di un anno votata ad una battaglia politica e ideologica di partito contro il ministro dell’istruzione che tanto sta facendo per cambiare e correggere la scuola italiana. Secondo la versione Prati, la responsabilità della mancata (almeno per ora) autorizzazione all’apertura delle due classi in più della scuola materna nello scantinato delle Manzoni al Cuoricino sarebbe tutta da ascrivere ai tagli agli organici decisi dal governo con la riforma Gelmini. Peccato però che basta sfogliare un settimanale non certo tenero nei confronti del governo Berlusconi come L’Espresso per notare – in un reportage pubblicato anche sul sito internet riprendendo dati del dipartimento per l’istruzione – come gli organici delle scuole materne siano stati confermati per intero in tutte le regioni. Non un insegnante in meno, nemmeno in Lombardia: l’organico 2008/2009 era a quota 9076, e tale è rimasto anche per il 2009/2010. Dove sono dunque questi tagli? Il problema a Cardano resta.
Un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto prevedere che con l’eccezionale (e spesso pomposamente enfatizzato) boom demografico che si è registrato negli ultimi anni a Cardano, prima o poi si sarebbe concretizzata la necessità di aumentare i posti alla scuola materna. Ci si chiede, come ha giustamente fatto notare il capogruppo Ugo Quadrelli, se veramente non sarebbero bastati dei semplici controlli all’anagrafe per intuire che in quest’anno scolastico la crescita delle iscrizioni alla materna statale sarebbe stata così rilevante da richiedere l’istituzione di nuove sezioni. Stiamo parlando di 40 iscrizioni in sovrappiù, non di una manciata di bimbi in lista d’attesa.
Anche sulla tempestività dell’azione dell’amministrazione solleviamo qualche perplessità. Diamo atto del fatto che siano state predisposte le aule per ospitare le eventuali nuove classi, ma la variazione di bilancio per reperire i fondi necessari risale al mese di aprile. L’impressione è che il Comune si sia mosso all’ultimo momento, trovandosi a gestire un’emergenza che sarebbe stato meglio pianificare adeguatamente con il dovuto anticipo. Persino il dibattito, sollecitato da qualche forza politica che compone la maggioranza, sull’esigenza di realizzare una nuova scuola materna, è stato un frutto della situazione di emergenza che si è creata, non certo di un’intelligente politica di programmazione che è richiesta ad un’amministrazione locale che invece su altri fronti molto meno urgenti e sentiti dai cittadini, a maggior ragione in questo momento di crisi (la piscina e l’oasi naturale), sta spendendo tempo, energie e risorse con l’obiettivo di arrivare ad inaugurare le opere in tempo per la campagna elettorale del
A questo punto però le parole spese sono già state fin troppe: urgono soluzioni. Le 40 famiglie che aspettano una risposta non possono accontentarsi di sentire dall’amministrazione il solito ritornello, ormai trito e ritrito a Cardano, del «dagli al governo Berlusconi e al ministro Gelmini». Il compito dell’amministrazione comunale è quello di offrire determinati servizi e di dare risposte ai problemi e alle emergenze, poi sta agli elettori giudicare se le azioni messe in atto sono state efficaci o meno. In questo caso ci chiediamo se sia stato predisposto un “piano B” nel caso in cui dal provveditorato non arrivi l’autorizzazione all’apertura delle due nuove classi. Cosa farà l’amministrazione? L’impressione è che si navighi a vista, lavandosi le mani di fronte a responsabilità che è più semplice scaricare altrove. Ma non è questo che i cittadini si aspettano da un’amministrazione comunale.
Milena Melato
Coordinatore PdL Cardano al Campo
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