“Azienda e ambiente, l’integrazione è possibile”
Sperimentale opera di ricucitura del paesaggio condotta dal Parco Pineta con l’inserimento ambientale e paesaggistico dell’insediamento industriale di Beregazzo con Figliaro (Co)
L’insediamento industriale è costituito da un’unica unità produttiva che si innesta in un area incuneata nei boschi del Parco, pur non essendone compresa in termini di confine amministrativo. Il progetto individua delle linee di intervento rispetto alle tematiche di riqualificazione paesaggistica relative alla presenza nel paesaggio di manufatti antropici industriali. La particolarità di queste applicazioni è relativa al fatto che la loro ricaduta territoriale intende essere anche al di fuori dei confini del Parco Pineta, rivolgendosi ai Comuni consorziati, come strumento operativo.
Trattandosi di interventi paesistici, l’attenzione verrà posta alla riqualificazione degli spazi attraverso l’uso della vegetazione, ovvero, utilizzando elementi dell’architettura del paesaggio vegetale consoni all’inserimento ambientale, quali siepi, filari, cortine arboree e fasce boscate. Il progetto si prefigge valenze ecologiche e quindi predilige tutte quelle specie autoctone e, quando possibile, ricche di bacche commestibili per la fauna, nonché di fioriture per le specie mellifere.
L’intento è quindi quello di ridare una forma naturale al luogo, combinandolo con l’attività industriale presente. Pur nel rispetto della flora autoctona, si è cercato di proporre una certa varietà di piante per garantire fioriture e variazioni stagionali che rendano il paesaggio più interessante. Si è inoltre valutata l’esposizione delle piantagioni, privilegiando per il lato nord le piante sempreverdi caratteristiche del Parco (Pino silvestre), o che si stanno di nuovo espandendo nell’areale (Agrifoglio), oppure che sarebbero tipiche, ma risultano attualmente poco diffuse (Tasso).
“A fronte di tutto ciò – spiega Guido Pinoli, Direttore del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradat -, l’intervento si configura come un primo tassello di una più ampia strategia a lungo termine di riqualificazione del territorio non solo strettamente pertinente al Parco, e quindi limitato nei suoi confini territoriali, bensì di una visione più ampia di dialogo coi comuni confinanti, in un’opera di sensibilizzazione alle tematiche del paesaggio e della sua tutela nonché valorizzazione. In una regione come la Lombardia, area tra le più industrializzate d’Europa, lo strappo tra paesaggio naturale ed industriale e sotto gli occhi di tutti. La ricucitura di queste ferite paesaggistiche significa gradualmente mettere in atto delle azioni di recupero ambientale, migliorando anche a scala comunale la biodiversità”.
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