Piccole imprese resistono alla crisi
Quadro ancora buio ma prime previsioni fiduciose nella congiunturale dell'Associazione Artigiani . Bergamaschi: «Il Governo non ha più scusanti: gli imprenditori sono stanchi»
L’analisi congiunturale relativa al 3° trimestre 2009 – elaborata dall’Associazione Artigiani con Artigianfidi Varese presenta una situazione ancora critica per l’economia provinciale, in sofferenza soprattutto nel confronto tendenziale. La produzione del 3° trimestre 2009 è diminuita rispetto al 3° trimestre del 2008 (-9,87%), e anche se in misura minore, rispetto al 2° trimestre del 2009 (-3,58%).
L’andamento produttivo – Rispetto al 3° del 2008 sono in pesante calo produttivo la siderurgia
(14,78%), i minerali non metalliferi (-9,83%), la meccanica (-12%), il tessile ( – 4,11%), le pelli (-4,95%), l’abbigliamento (- 13,83%), la carta (-10,41%), la plastica (-12,10%) e le varie (-7,57%).
Nell’analisi della produzione su base trimestrale si evidenziano situazioni differenziate: di segno positivo sono i minerali non metalliferi (+11.32%), il legno (+ 34,01%), la carta (+ 7,88%) e le varie (+15,24%), mentre sono in difficoltà la meccanica (-4,56%), gli alimentari (-6,34%) ,il tessile (- 4,11%), le pelli (- 8,84%), l’abbigliamento (- 14,92%) e la plastica (-10,32).
Il fatturato è lievemente negativo rispetto al trimestre precedente (-1,15%), mentre è in pesante calo rispetto al 3° trimestre del 2008 (-17,77%). La componente estera è diminuita rispetto al 2° del 2009 (-21,19%), ma è in sofferenza rispetto allo stesso periodo del 2008 con un -2,42% (la quota estera occupa il 7,45% del fatturato totale). Il fatturato interno è in difficoltà nei confronti del 3° del 2008 (-15,96%) ma è in aumento rispetto al 2° del 2009 (1,13%).
Il tasso d’utilizzo degli impianti diminuisce di circa 6 punti rispetto alla precedente rilevazione e si attesta intorno al 52%.
L’occupazione è ferma al -0,92%. Le CIGS e le procedure ELBA sono passate da 284 a 277. Le procedure sono lievemente aumentate nel TAC e nei trasporti, mentre nella plastica, legno e grafica i valori numerici sono rimasti inalterati. Dalle procedure compiute nel corso del periodo luglio – settembre, il settore maggiormente in difficoltà è quello della meccanica.
Credito – Il numero di richieste è passato da 978 a 1.254, mentre i volumi intermediati crescono dai 59 milioni del 2008 agli oltre 70 milioni del 2009 (nel secondo trimestre il numero di richieste e i volumi intermediati erano stati rispettivamente 1.959 e 106 milioni di euro). A fronte della crescita della domanda aumentano in modo significativo le erogazioni effettuate dalle banche nel trimestre 2009 che crescono del 60% rispetto al 2008. Passano da 42 a 70 i milioni di euro erogati (nel secondo trimestre le erogazioni sono state pari a 59 milioni di euro). Si registra una maggiore selettività da parte del sistema bancario in termini di numero di pratiche respinte che si colloca attorno al 10-12 % contro l’8 % dell’anno precedente. Sempre elevato il dato riferito alle pratiche in attesa di esito (circa 854 per un volume di circa 47 milioni di euro) anche se si registra un miglioramento rispetto al dato del 2° trimestre dove le pratiche in attesa superavano il migliaio per oltre 70 milioni di euro.
Previsioni – Le prospettive sul quarto trimestre 2009 sono abbastanza positive: la produzione dovrebbe aumentare (+2,6%), la domanda interna dovrebbe essere stabile e in crescita quella estera (+6,5%). Sul fronte occupazionale, previsioni negative (-12,7%). Rispetto alle precedenti previsioni aumenta la percentuale di coloro che auspicano incrementi (30,2%).
«Il Governo non ha più scusanti – dichiara Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – perché imprenditori e famiglie sono orami stanchi di resistere. Con i proclami non si mangia, e se da una parte la nostra Associazione ha fatto tutto il possibile e sta resistendo al fianco delle sue imprese; dall’altra c’è una politica che sembra voglia rappresentare i segmenti produttivi di questo nostro territorio con una propaganda mirata solo alla raccolta di voti. Ma i programmi elettorali, sino ad ora, non sono stati realizzati. Nulla è stato fatto per abbassare le tasse locali, per defiscalizzare il costo lavoro, per spronare gli istituti di credito nel dare liquidità e punirli nel caso costringessero le imprese – anche e soprattutto quelle meritorie – a condizioni inaccettabili. I costi della burocrazia sono sempre esorbitanti, le mpi italiane pagano l’energia il 33% in più rispetto agli altri paesi europei, la richiesta dell’allungamento della Cassa Integrazione e degli ammortizzatori sociali Elba è ancora disattesa. Qualcosa è stato fatto, è vero, ma il Governo sta corteggiando un’Italia produttiva che non è in grado di capire. Circa mille imprese in provincia di Varese hanno già chiuso: attendiamo che ne chiudano altre mille?».
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