A Palazzo Minoletti la nuova culla della cultura gallaratese

Il progetto definitivo presentato dalla Tellus Engineering di Cagliari. I lavori nel 2010

La nuova biblioteca di Gallarate sarà aperta, fruibile, spaziosa. Un luogo di cultura e di La facciata di Pallazzo Minolettiaggregazione sullo stile dello spazio all’interno del Museo Beaubourg a Parigi. Un’altra pietra miliare nell’universo di offerte che vanno dai teatri alla nuova Gam di prossima apertura. La sede della biblioteca sarà l’ex Casa del Fascio, quel Palazzo Minoletti che domina piazza Garibaldi: una struttura del 1938 che verrà ristrutturata e rimodernata in accordo con la Soprintendenza e fornirà uno spazio più ampio rispetto a quello odierno di piazza San Lorenzo, dove si sposterà la Guardia di Finanza. I lavori saranno effettuati nel 2010 secondo il progetto elaborato dalla società di Cagliari Tellus Engineering: la spesa per il Comune di Gallarate è di circa 2 milioni di euro, ai quali si deve aggiungere il milione e settecentomila euro per l’acquisto dell’edificio.
 
Soddisfatto il primo cittadino Nicola Mucci, affiancato dall’assessore Leonardo Martucci, dal presidente della commissione Germano Dall’Igna e dal capo dell’ufficio tecnico Arcangelo Altieri: «Un altro tassello importanteDa destra Germano Dall'Igna, Leonardo Martucci, Nicola Mucci che avevamo inserito nel programma – ha detto Mucci -. Ringrazio i miei collaboratori e l’ufficio che si è occupato della questione. È un’opera che renderà più moderna, funzionale e usufruibile la biblioteca, uno spazio ampio, aperto, con volumi consultabili a vista, luoghi di incontro e discussione, servizi. Dovrà essere un luogo vissuto, con la possibilità di consultare i volumi on line, corsi di lingue e musica. Potremo anche allargare oltre Duemilalibri le occasioni di incontro e dibattito con gli autori». Mucci ha parlato di 30 mila volumi a disposizione e della volontà di servire non solo Gallarate, ma un’area più ampia, per un totale di circa 150 mila persone: «Sarà anche necessaria una riorganizzazione funzionale della biblioteca, con spostamenti di personale e miglioramenti gestionali, ma ne riparleremo nel prossimo anno, mentre saranno eseguiti i lavori». Una piccola nota polemica il sindaco l’ha riservata all’obbligo di pagamento dell’Iva: «Costi ingenti, è assurdo che per un’opera pubblica si debbano pagare simili balzelli».
 
L'interno del Palazzo MinolettiMartucci ha parlato dei cantieri in programma per il prossimo anno: «In corso c’è la costruzione dell’Ipc Falcone, della Gam, del parcheggio di via Tito Speri, degli alloggi della Finanza – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici -. Apriranno presto anche quelli per la scuola media di Cedrate, per Palazzo Minoletti, per l’allargamento del ponte in via della Liberazione a Cajello, per piazza Zaro ad Arnate (il leggero ritardo per via di alcuni lavori di contorno non ancora effettuati, aprirà il 9/10 dicembre), per l’allargamento di via per Besnate e della piazza di Cedrate. Tantissime cose e forse ne dimentico qualcuna. Un grande impegno, serve anche un po’ di fortuna». A presentare i termini tecnici della ristrutturazione è stato Gianni Montaldo, ordinario di Architettura all’Università di Cagliari e direttore tecnico di Tellus Engineering: «Mi sono appassionato a quest’opera. Ogni volta che passo la guardo, la ammiro, mi viene voglia di accarezzarla – ha detto -. È un monumento vero, costruito in epoca fascista senza averne le caratteristiche tipiche: è in purissimo stile razionalista, una meraviglia. È ben conservato nonostante i suoi 71 anni. La distribuzione dei vari ambienti è stata pianificata insieme al Sistema Bibliotecario Panizzi e ad esperti del settore». È previsto l’abbattimento di pareti non originali erette nel corso dei decenni sulla base delle esigenze dei vari inquilini del Palazzo, mentre le poche integrazioni murarie, che risulteranno facilmente eliminabili in caso di necessità, saranno realizzate con tecniche e materiali di immediata riconoscibilità. I cinque piani (incluso quello interrato) saranno dotati di ascensore e montacarichi. Importante, infine, lo studio sulle piastrelle che rivestono l’edificio, autentico segno distintivo del Palazzo. Tutte saranno ripulite e riportate al colore originario. A conferma della cura con cui venne tradotto in pratica il progetto di Giulio Minoletti, quelle irrimediabilmente danneggiate sono appena un’ottantina. Le sostituiranno nuove piastrelle analoghe alle “sorelle maggiori” per aspetto e materiali.

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Pubblicato il 02 Dicembre 2009
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