“Il difensore civico e il sindaco di parte”

Lettera aperta al primo cittadino Poretti da parte del portavoce del Partito Democratico dopo la discussione in consiglio per l’elezione del difensore civico

Egregio Sig. Sindaco,
le scrivo questa lettera aperta trascorsi ormai una decina di giorni dall’ultimo consiglio comunale.
 
Faccio un breve salto temporale all’indietro per aiutarla a ricordare quella domenica mattina nella quale lei mi fu presentato dal responsabile locale di Forza Italia quale suo candidato alla carica di Difensore Civico.
 
Fu in quella occasione che mi venne chiesto se, come segretario degli allora Democratici di Sinistra, avessi avuto nulla in contrario alla sua candidatura.
La mia risposta fu che sebbene io non la conoscessi personalmente ritenevo corretto, giusto e segno di una democrazia matura che la candidatura per l’incarico di Difensore Civico fosse espressa dai gruppi di opposizione, visto il ruolo che, secondo quanto previsto dallo Statuto Comunale, deve ricoprire il Difensore Civico: un ruolo di rappresentanza e rispetto delle tutele per i cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. In pratica la “voce e gli occhi” dei cittadini nei confronti dell’Amministrazione locale.
Dissi anche che, fatte salve le candidature degli altri gruppi di opposizione, la sua candidatura avrebbe avuto il mio appoggio in quanto era espressione del centrodestra locale.
Se si ricorda, ci lasciammo con una stretta di mano.
 
Seguendo le più elementari regole democratiche che devono sopraintendere alla vita politica di una comunità, le maggioranze che l’hanno preceduta, hanno sempre incaricato un rappresentante designato dalle opposizioni quale Difensore Civico.
 
Francamente non pensavo, dato la preparazione culturale e professionale che dovrebbe distinguerla, di dover oggi rammentarle alcuni concetti che facemmo nostri ma che sono universalmente riconducibili a una naturale pratica di democrazia, civica prima che politica.
 
La figura del Difensore Civico è stata istituita per garantire il cittadino nelle pratiche, istanze, richieste di chiarimenti, ed in generale, controversie che vedono l’Amministrazione Comunale quale parte avversa.
Se un cittadino ritiene che l’amministrazione cittadina non rispetti i suoi diritti o peggio che abbia operato in suo danno, può rivolgersi al Difensore Civico.
 
In poche parole una figura che deve essere super partes e di garanzia per il cittadino.
Perché il cittadino abbia la garanzia che chi lo difende lo faccia “senza guardar in faccia a nessuno” è fondamentale che il controllore (Difensore Civico) non sia riconducibile per alcun motivo al controllato (Amministrazione Comunale).
Sebbene le anticipazione del Consiglio Comunale non lasciassero ben sperare, ho comunque ascoltato con disagio la debole argomentazione con la quale ha motivato la scelta della sua maggioranza in merito alla questione. Ha tranquillamente affermato che la maggioranza, non tenendo in alcun conto le indicazioni dell’opposizione, eleggeva il candidato che era la propria espressione.
E ha ulteriormente sottolineato che il candidato eletto è un candidato della propria parte .
 
Il responso delle urne, in effetti, le ha dato il vantaggio della maggioranza relativa dei castiglionesi.
 
Ma lei sembra si sia dimenticato (se mai lo ha saputo) che dei sindaci che l’hanno preceduta (quantomeno dal ’92 in poi) si sono spogliati del ruolo politico e ideologico di parte per diventare il sindaco di tutti i castiglionesi. Che fossero ritenuti simpatici o meno, affabili o scontrosi, mai hanno operato discriminando o escludendo per meri motivi ideologici.
 
Lei in quella serata del 30 novembre ha svelato ai castiglionesi la vera essenza della sua coalizione e la vera pochezza del suo ruolo, nonostante la carica formalmente ricoperta.
Perché un Sindaco, con la “ S ” maiuscola, di fronte ad atteggiamenti ideologici discriminatori e di parte, rivendica la sua levatura democratica ed il suo ruolo di guida della coalizione; sapendola governare e mantenere nel solco della tradizione laica e democratica che ha contraddistinto tutte le amministrazioni comunali dal ’92 in poi. Sempre che lei non abbia altre intenzioni.
 
Lei con l’affermazione fatta nel Consiglio Comunale di fine novembre ha apertamente dichiarato ai castiglionesi che non sarà il sindaco di tutti ma che è un sindaco di parte.
 
Questo la sminuisce e indebolisce l’Istituzione.
 
Da quel che si è visto in Consiglio Comunale altre questioni l’attendono prossimamente. Problemi sulla risoluzione dei quali, nelle modalità che adotterà, la misureremo quale S indaco di tutti oppure sindaco di pochi.
 
L’elezione del Difensore Civico era anche una prima prova con la quale misurare il tasso di democrazia della sua maggioranza.
 
Il risultato ad oggi è semplicemente deprimente.
 
Distinti saluti

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Pubblicato il 11 Dicembre 2009
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