Ho comprato delle uova confezionate nel futuro
Una data sbagliata sulla confezione e le proteste dell'acquirente diventano un caso emblematico dei rapporti tra consumatori, distributori e produttori. Rapporto delicato soprattutto quando si parla di alimenti. Comunque, alla fine tutto si è risolto
Un tempo valeva il detto che «il cliente ha sempre ragione». Stando però alla vicenda vissuta dalla signora Erika Ferrario, quel detto sembra non valere più come prima. Anticipiamo ai lettori di Varesenews che la vicenda che vi stiamo raccontando è andata a buon fine, cioè si è risolta, anche per la caparbietà della signora Erika che non si è arresa alla prima risposta. Questo rimane comunque un caso emblematico dei rapporti tra consumatori, distributori e produttori, rapporto delicato soprattutto quando si parla di alimenti.
Il FATTO – Erika il 30 dicembre 2009 compra in un centro commerciale della provincia una confezione di uova extra, prodotte da una cooperativa locale. Sulla confezione c’è riportata una data di imballaggio impossibile “07/01/2010”. Il dettaglio non è ininfluente perché la freschezza EXTRA dice la lettrice «fa proprio riferimento alla data di imballaggio indicandola come partenza per il calcolo dei 7 giorni di validità “dell’Extra”, quindi le uova sembrano extra fino al 14 di gennaio, ma non lo sono, visto che l’imballaggio è avvenuto nel futuro».
CONCLUSIONE – In molti casi basterebbe ammettere l’errore per placare “le ire” del consumatore. E forse, anche in questo caso, tutto sarebbe finito con una stretta di mano e delle scuse. Oltre naturalmente a sistemare la situazione sulle altre confezioni di uova ancora in vendita. Non c’è nulla di male, tutti possono sbagliare, anche distributori e produttori. Ma Erika quelle scuse non le riceve subito, anzi viene trattata con un po’ di sufficienza, come se l’errore fosse stato suo. E così si incaponisce e decide di andare a fondo della questione scrivendo al produttore. Per farla breve (perché la lettera della lettrice è molto lunga), il produttore le risponde, ammette l’errore e porge le scuse. Alla fine tutti sono costretti a dare ragione a Erika, perché ha ragione. Le uova sono buone, ma la data di imballaggio è sbagliata (e pare non solo su quella confezione). Quindi non sono Extra come la consumatrice voleva e per le quali ha pagato un certo prezzo.
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