La Giöbia, un successo su tutta la linea

La soddisfazione degli organizzatori per la riuscita del rogo

Nell’articolo precedente avevamo annunciato il ritorno di un usanza di quando eravamo bambini, il rogo della Giöbia, ma essendo un po’ più grandi abbiamo pensato a qualcosa un po’ più in grande ma anche un po’ più sicuro. All’appuntamento hanno partecipato a vario titolo, il Comitato Genitori, la Pro Loco di Ranco e con il supporto dei volontari della Protezione Civile di Ranco ma la lista delle persone e degli enti che hanno creduto in questo evento è stata, alla fine, così grande che le poche righe di questo articolo non basterebbero. Ma ritorniamo ai fatti: in preparazione all’evento sia la scuola primaria sia la scuola dell’infanzia hanno rivissuto la storia della Giobia con racconti e storie di un tempo e allo stesso tempo tutte le associazioni e i comitati hanno destinato tempo e risorse anche umane alla preparazione del terreno e della scena. Nella lista degli enti che ci hanno aiutato a questo titolo c’é il Comune di Ranco che ha concesso lo spazio antistante al campo di calcio. Alle sei di sera, complice un cielo da favola, i presenti hanno visto la fine dei preparativi con il posizionamento del fantoccio che rappresentava la Giöbia sopra una catasta di legna alta poco meno di 6 metri. Con l’incendio della catasta, sono entrate in azione le persone e i mezzi a disposizione del Parco del Ticino e della Protezione Civile di Taino per controllare sia le fiamme sia gli effetti del vento che hanno reso lo spettacolo davvero unico. Una volta spenta la forza delle fiamme incomincia l’attività che ha creato la migliore sorpresa per i partecipanti: la polenta e bruscitt e/o gorgonzola variando di poco l’usanza di un tempo che prevedeva nel menù l’uso del risotto con la luganiga al posto della nostra nobile polenta. I locali messi a disposizione dalla floricultura Robustelli hanno creato un ambiente decisamente accogliente e caldo che hanno saputo completare l’evento confermando lo spirito di accoglienza che ha saputo animare tutto l’evento. Al menù, hanno partecipato alcuni esercizi della zona che hanno saputo dare un valore particolare a un pasto di un tempo, possiamo menzionare il Delfino di Uponne solo per parlare del più generoso. Per la zona, questa attività si è dimostrata un successo su tutta la linea perché ha saputo mettere insieme tante associazioni, ognuna con i propri ideali e i propri componenti e le proprie potenzialità arrivando a una naturale evoluzione dell’evento di Natale, quando c’erano stati i primi contatti. Per le più di 160 che si sono fermate a mangiare, l’evento ha segnato un gradito ritorno di una tradizione di un tempo con un pizzico di brivido che solo la vivacità del fuoco ha saputo animare in una serata del tutto particolare. Cosa possiamo sperare? Che l’anno prossimo sia migliore e che la Giobia continui a bruciare!

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Febbraio 2010
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