Bollani ci farà ballare con il jazz

Il grande pianista racconta la sua esperienza nel jazz e i motivi che l'hanno spinto a partecipare al concerto di beneficenza di mercoledì 10 marzo, al Teatro Apollonio. «É un piacere tornare a Varese, mi farò trasportare del pubblico»

Stefano Bollani in concerto a VareseQuando si parla di Stefano Bollani si parla di jazz, quello riconosciuto a livello internazionale e pluripremiato. Milanese, trentasette anni, ha un talento e una simpatia da fare invidia. Il suo pianoforte l’ha portato in tutto il mondo e mercoledì 10 marzo farà tappa in città, al teatro Apollonio, per un concerto di beneficenza a favore della fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus a sostegno del nuovo reparto di neonatologia dell’ospedale pediatrico Saint Damien, Haiti (gemellato con l’ospedale del Ponte di Varese). Una serata unica per chi ama la sua musica e dal quale aspettarsi molte sorprese perché come dice Bollani: «Quando faccio concerti da solo non preparo una scaletta e mi faccio trasportare della serata, dal pubblico, dalle emozioni. La regola è l’assenza di regole, potrei fare brani di autori americani, italiani, brani brasiliani o altro. Tutto è lasciato al momento».

È un concerto di beneficenza, pensi che la musica possa portare con sé anche un messaggio di solidarietà?
«Credo che se uno ha la faccia e può fare qualcosa è giusto che lo faccia. Sono rimasto molto colpito dalle immagini di Haiti e ho deciso di fare questo concerto. Inoltre è un piacere tornare a Varese, ci ho già suonato due e tre volte negli scorsi anni».

Come nasce “Carioca live”, il tuo ultimo progetto?
«È un dvd che contiene il concerto di Villa Arconati a Bollate, l’ultimo di una lunga tournèe. Il disco “Carioca” invece, è nato qualche anno fa, quando sono andato per la prima volta in Brasile. Sono rimasto colpito dall’energia e dall’entusiasmo delle loro sonorità e con musicisti brasiliani e italiani abbiamo inciso un disco. Era un modo per mettere un punto a questo progetto. Non è detto che non registrerò ancora con musica brasiliana».

“Carioca” come il jazz in generale, sembra costringere i musicisti ad un continuo lavoro di sperimentazione e di ricerca. È così?
«Si perché dove c’è improvvisazione vera ci deve essere la voglia di andare oltre i propri limiti e progetti».

Quanto e come è cambiato il tuo percorso artistico in questi anni?
«Cambia sempre. È da troppi anni che suono per non aver avuto almeno quattro o cinque cambiamenti di pelle. C’è sempre la voglia di improvvisare, vedere cosa nasce dalle tua musica, capire…».

Quando suoni riesci ad esprimere una grande semplicità e divertimento. Come ci riesci?
«Dipende dal fatto che per me è naturale farlo. Suono il piano da quando ho sei anni e il linguaggio del pianoforte per me è naturale. Sarebbe innaturale se lo presentassi come qualcosa di difficile. Il pianoforte è una consuetudine per me e credo che, come tutte le cose che ami nella vita, ci devi scherzare un po’ per poterle sopportare».

Varese ama molto un altro pianista, Giovanni Allevi. Tu cosa pensi di lui?
«E’ una domanda che mi fanno tutti e non so perchè. Credo che il motivo sia legato allo strumento comune. Tra musicisti così diversi come siamo noi due non è possibile fare paragoni. Come personaggio credo che gli mettano in bocca cose eclatanti, è un buon musicista ma sentir dire che è il nuovo Mozart è esagerato».

Sei uno dei musicisti che ha avvicinato il grande pubblico al jazz, considerata musica di nicchia…
«Sì, ma è anche per moda. Il fatto di essere in televisione o sui giornali aiuta molto e attira la gente. Tra due anni potrei trovarmi a suonare davanti a un pubblico meno numeroso. Il jazz è una musica che non può pretendere di essere di moda, come accadeva negli anni ’30 quando veniva usata per ballare, però non morirà».

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I biglietti sono disponibili in Teatro www.teatrodivarese.it oppure nel circuito Ticketone.
La Biglietteria del Teatro è aperta nei seguenti orari:
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Nei giorni di spettacolo il botteghino è aperto dalle 20.00 alle 21.00 o dalle 15.00 alle 16.00.
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UNDER 25: 20 EURO + prevendita.

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Pubblicato il 09 Marzo 2010
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