Politiche per la famiglia, l’impegno del Comune
Fiscalità "a misura di famiglia", servizi e strutture, sussidiarietà nelle scelte di Palazzo Estense, che ha avviato uno studio approfondito sui rapporti fra i vari settori dell'amministrazione e le necessità dei nuclei familiari
Il Comune di Varese ha avviato da qualche tempo uno studio approfondito sulla "trasversalità" dei rapporti tra Amministrazione Comunale e realtà familiare. La famiglia è risorsa strategica per molti, se non per tutti, i settori comunali che operano per il benessere della comunità locale – non solo i servizi sociali, ma i servizi di ogni tipo; e molti, se non tutti, i settori comunali producono interventi che vanno ad incidere significativamente sul benessere delle famiglie. Lo studio è stato quindi effettuato da un “gruppo di lavoro” trasversale, che ha approfondito la compatibilità giuridico-finanziaria delle varie ipotesi ed ha elaborato sia proposte per le agevolazioni finanziarie sulla fiscalità e tariffazione locale, sia proposte per favorire una politica di governo della città a misura di famiglia. Le proposte sono allo studio, e gli impegni del Network di Città per la Famiglia costituiranno lo stimolo decisivo per implementarle, in quanto toccano i tre temi cruciali della Carta del Network.
1) Una fiscalità locale a misura di famiglia (per es.: interventi di agevolazione sulle tariffe, ecc.)
La proposta studiata riguarda soprattutto l’ormai ex-Tariffa di Igiene Ambientale, recentemente ridiventata tributo locale, e le diverse tipologie di tariffe per servizi comunali o controllati dal Comune.
A causa delle recenti innovazioni, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani dovrà essere ristudiata approfonditamente per rivederne la declinabilità a favore delle famiglie numerose, presumibilmente con l’applicazione di bonus di carattere sociale. Si cercherà di premiare i comportamenti virtuosi delle famiglie più numerose e con reddito inferiore con appositi e specifici contributi sociali, in modo da superare la rigidezza normativa della TIA.
Per quanto riguarda invece i servizi educativi, sono già state adattate al cosiddetto “quoziente familiare” le tariffe degli asili nido e delle scuole per l’infanzia comunali, con significativi sconti per il secondo e terzo figlio. L’anno scorso il Consiglio Comunale di Varese ha infatti approvato il nuovo sistema tariffario dei Servizi Educativi comunali introducendovi una riduzione percentuale della tariffa (in caso di presenza di minori o disabili) a favore dei residenti nel Comune di Varese secondo questo schema:
– 20% di sconto per i nuclei familiari con n. 2 figli di età inferiore ai 18 anni;
– 30% di sconto per i nuclei familiari con n. 3 figli di età inferiore ai 18 anni;
– ulteriore sconto del 5% per ogni altro figlio di età inferiore ai 18 anni presente nel nucleo familiare, laddove il nucleo familiare è quello risultante dal certificato anagrafico di “stato di famiglia”;
– ulteriore sconto del 5% per ogni figlio disabile presente nel nucleo familiare.
Il sistema era già in vigore per gli asili nido comunali dal 2007.
L’intero sistema tariffario dei servizi educativi comunali prevede l’applicazione dell’indicatore ISEE.
È allo studio anche l’idea di una “Carta Famiglia” per la fruizione agevolata dei servizi culturali, sportivi, ricreativi e turistici, gestiti direttamente o indirettamente dal Comune. Verranno rinegoziati con le Aziende comunali e con le concessionarie i contratti di servizio per la distribuzione dell’acqua e del gas, e per il trasporto pubblico locale, nonché per i parcheggi pubblici. Va aggiunto che l’idea della Carta Famiglia è prevista anche per applicare sistemi agevolativi nel settore privato, specie commerciale, previe intese con le rappresentanze di categoria.
2) I meccanismi di presidio delle scelte secondo una prospettiva “family friendly” (ad es.: Agenzie per la Famiglia, altri organismi interassessorili trasversali, per favorire una politica di governo della città nella sua interezza a misura di famiglia, ecc.)
L’idea è di organizzare direttamente presso lo “Staff del Sindaco” che include dirigenti di settore, un ruolo di coordinamento ad hoc del riorientamento delle politiche comunali in direzione “family friendly”, per sviluppare e realizzare tutte le iniziative sopra citate ed anche per fungere da referente per il Network di Città per la Famiglia. Sarà quindi cura dello Staff del Sindaco, innanzitutto, riannodare le fila del “gruppo di lavoro” che ha prodotto lo studio effettuato da Palazzo Estense, e portarne a realizzazione le proposte; così come sarà cura dello staff valorizzare alcune iniziative, già da tempo in atto per gli scopi citati.
Ad esempio si cita il Centro Diurno Integrato per disabili anziani, che ha ottenuto la menzione speciale come “buona pratica familiarmente orientata” dallo stesso Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, presso il Ministero del Welfare. Quella del CDI è una metodologia d’azione che il Comune di Varese intende allargare sul territorio, moltiplicandola presso Centri più piccoli nei rioni periferici.
3) Le strategie di valorizzazione del ruolo sussidiario della famiglia e delle associazioni del privato sociale all’interno del welfare locale (attività che coinvolgono associazioni familiari del territorio secondo una logica sussidiaria).
Il Comune di Varese ha attivato sin dal 2001 la “Consulta della Famiglia”, formata dai rappresentanti delle associazioni locali che si occupano delle problematiche familiari, e ad oggi composta da 21 associazioni. La stessa preparazione dello studio sulle agevolazioni familiari è stata realizzata insieme con la Consulta, di cui l’Amministrazione Comunale intende valorizzare e potenziare l’attività con regolamentazione del Consiglio Comunale, fino a portarla a livello istituzionale, anche con parere obbligatorio, seppure non vincolante, sul bilancio e su tutti i più importanti atti pianificatori del Comune.
Sempre in ottica di promozione familiare e dell’associazionismo, sin dal 2004 il Comune di Varese ha integrato e implementato le politiche di sostegno all’associazionismo con un “Fondo di Sussidiarietà” che riproduce a livello comunale la legislazione regionale in favore della famiglia. Annualmente le associazioni famigliari e socioassistenziali più attive sul territorio presentano propri progetti o attività beneficiando del contributo dell’Amministrazione Comunale.
E ancora, tramite i meccanismi istituzionali del Piano di Zona socio-assistenziale il Comune di Varese ha attivato 4 “tavoli permanenti di partecipazione programmatica” con l’associazionismo ed il volontariato organizzato su “minori e famiglie”, “marginalità e povertà”, “anziani”, “disabili e salute mentale”. Sul fronte dei servizi educativi, infine, un esempio di logica sussidiaria citato da Palazzo Estense è quello viene dall’associazione genitori della scuola Mameli che ha reso possibile l’attuazione di un servizio di doposcuola a favore degli alunni della scuola stessa mediante contributo comunale di € 4.000,00. La gestione del servizio è stata affidata ad una cooperativa sociale.
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