Scomparve 4 anni fa, era stata uccisa da un serial killer

L'assassino identificato dopo che aveva commesso, ad aprile, un omicidio simile in Spagna. Polizia iberica e inquirenti italiani hanno fatto luce sulla morte, avvenuta 4 anni fa, di Miriam Marilù Flores Gallardo. Il corpo è stato ritrovato in un canale ad Olgiate Olona

Uccide due ex-fidanzate a Busto Arsizio e a Granada, arrestato peruvianoA 4 anni dalla scomparsa la ritrovano seppellita in un canale di scolo della fogna di Olgiate Olona, ad ucciderla un serial killer. In America li chiamano "cold case", casi freddi che non trovano soluzione per molti anni e poi all’improvviso una serie di eventi riapre il caso e alla fine si trova il colpevole. A Busto Arsizio è successo più o meno così e solo grazie ad un giusto mix di fortuna e sapienza investigativa si è arrivati alla soluzione del caso di Miriam Marilù Flores Gallardo (a destra nella foto), una ragazza peruviana scomparsa nel nulla il 14 luglio del 2006 da via La Marmora 16 a Sacconago, ultimo luogo in cui era stata vista.

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Miriam è stata uccisa dal suo fidanzato Teofilo Apolinar Galarda Melendez, anch’egli peruviano del 1971 e la conferma che fosse stato lui è arrivata solo dopo che Galarda Melendez ha ucciso ad aprile di quest’anno, un’altra sua ex-findanzata in Spagna, a Granada. L’uomo è stato colto in quasi flagranza di reato, ad inchiodarlo un testimone che lo ha visto soffocare la sua seconda vittima e immediate sono scattate le manette. Una volta identificato la Polizia spagnola ha effettuato delle verifiche tramite l’archivio Shengen, un sistema di condivisione di dati su persone sospette in tutta Europa ed è così che al comando di Busto Arsizio è arrivata una chiamata da parte degli agenti iberici. Teofilo, infatti, era stato immediatamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio, da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Giovanni Polizzi ma il ritardo con cui giunse la denuncia di scomparsa della ragazza (solo 6 giorni dopo) non permise di fermarlo a Busto. L’uomo, infatti, era fuggito già il 18 luglio del 2006. Del caso si era occupata anche la trasmissione "Chi l’ha visto" ma le indagini non avevano portato all’individuazione dell’uomo: per questo il magistrato chiese l’archiviazione non prima di segnalare il ricercato all’archivio Shengen.

Teofilo faceva l’imbianchino a Busto Arsizio, era irregolare sul territorio nazionale e abitava al numero 1 di via La Marmora. Aveva avuto una relazione con Miriam Gallardo ma dopo qualche mese lei lo aveva lasciato. Teofilo non aveva accettato la separazione e aveva continuato a importunare la giovane fino a quando, il 14 luglio del 2006, l’ha strangolata in casa sua dopo averla attirata con una banale scusa. Dopo averla uccisa l’ha infilata in un trolley molto grande e l’ha trasportata, in taxi, fino all’imbocco della pista ciclabile di Olgiate Olona, in via Molino del Sasso dove l’ha seppellita in maniera piuttosto grossolana all’interno di un’antro artificiale che fino al 2005 fungeva da scarico fognario per la zona.  Il corpo è rimasto seppellito in quella piccola cavità per 4 anni, fino al suo ritrovamento.

Dopo la telefonata da parte della Polizia spagnola ai Carabinieri di Busto Arsizio la macchina delle indagini si è immediatamente rimessa in moto e il caso è stato affidato alla dottoressa Sabrina Ditaranto della procura bustocca. Immediata la richiesta di rogatoria internazionale che ha permesso al magistrato di volare in Spagna per interrogare l’uomo nel carcere di Granada. La confessione è giunta come una liberazione e Teofilo ha indicato agli inquirenti italiani le modalità dell’omicidio e il luogo dove aveva nascosto il cadavere della povera giovane. Il corpo è stato ritrovato, i vestiti che aveva indosso erano compatibili con quelli che aveva il giorno in cui è scomparsa e solo l’esame del dna chiuderà questa terribile vicenda. I parenti in Italia di Miriam Marilù Flores Gallardo sono stati avvisati ieri del ritrovamento e presto potranno dare degna sepoltura ai poveri resti della donna.

La procura ipotizza che Teofilo sia un vero e proprio assassino seriale in quanto oltre ai due casi di omicidio accertati è stato possibile ricostruire almeno un altro tentativo di omicidio nei confronti di una donna ecuadoriana, sempre a Busto Arsizio, con la quale aveva avuto una relazione circa un anno prima dell’omicidio di Miriam: in quel caso Teofilo Galarza Melendez aveva tentato di strangolare la donna ma questa è riuscita a fingersi morta e a sfuggire alla follia omicida di quest’uomo.

Attualmente il peruviano è detenuto nel carcere di Granada e dovrà affrontare sia il processo in Spagna che quello in Italia. I buoni rapporti tra i due Stati permetteranno al tribunale di Busto Arsizio di averlo in aula per il processo in Italia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Luglio 2010
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