Macchi respinge le accuse: “Tutto regolare, non mi dimetto”

Il presidente dell'Azienda Speciale Comunale, tirato in ballo dalle accuse dell'IdV, fa notare: "Io ero solo il segretario, non valutavo i requisiti". Ma si dice pronto a dimettersi se il sindaco glielo chiederà

«Abbiamo seguito tutte le regole, chiunque può verificarlo». Il presidente di Asc Paolo Macchi respinge l’accusa, portata dall’Italia dei Valori, di aver favorito una sua parente in un bando pubblico per un posto a tempo determinato. Le accuse di «degenerazione» a Samarate sollevate dall’IdV hanno creato un certo movimento nelle file del centrodestra samaratese. Il primo diritto di replica, però, è dovuto proprio ad una delle due persone chiamate direttamente in causa. «Nel mio ruolo di segretario della commissione – spiega Macchi – mi sono limitato a fare quel che deve fare il segretario, verbalizzare le operazioni. Non sono intervenuto nella valutazione dei requisiti». Secondo il presidente di Asc e segretario del Carroccio, in ogni caso, le procedure e le regole sono state seguite scrupolosamente. Ed escludere a priori la candidata sua parente sarebbe stato un atto, al contrario, illegittimo. «Si dice sempre che si deve premiare il merito, valutare le persone in base alle loro capacità. E invece qui sembra che si chieda di fare il contrario: di escludere preventivamente una persona dal bando». Comportamento che secondo Macchi avrebbe anche esposto l’ente ai rischi di un ricorso, oltretutto per un posto a tempo determinato con scadenza a marzo.

E le richieste di dimissioni? Il presidente di Asc le respinge categoricamente. Ma si dice pronto a fare un passo indietro se gli sarà chiesto dal sindaco, nel caso la sua posizione mettesse in difficoltà «il movimento». Una dichiarazione non di circostanza, visto che la vicenda ha sollevato più di un malumore all’interno della maggioranza, già in difficoltà per lo scontro tra le diverse componenti, in particolare sull’urbanistica, dopo lo stop imprevisto al Pgt. Proprio questo fronte aveva visto uno scontro tra la segreteria del Carroccio e una parte del PdL, che fa riferimento al capogruppo Massimo Cappellano. Anche il Partito Democratico – accusato dall’IdV di scarsa attenzione verso la vicenda – ha presentato un’interrogazione scritta che chiede, indirettamente, le dimissioni di Paolo Macchi e chiama in causa la responsabilità politica del sindaco.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 novembre 2010
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