Caianiello (Pdl): “Il discorso non è chiuso”
Nino Caianiello, leader del Pdl provinciale ha fiducia nella possibilità di ricomporre lo strappo con la Lega
«Bisogna cercare di ridimensionare le dichiarazioni di ieri, che per quanto dette da un leader importante e autorevole come Umberto Bossi devono poi calarsi nelle varie realtà». Nino Caianiello, leader del Pdl provinciale ha fiducia nella possibilità di ricomporre lo strappo con la Lega. Certo, nella "sua" Gallarate deve fronteggiare una opposizione ormai di anni del Carroccio, ma non vuole credere che alla fine il Carroccio romperà davvero l’alleanza alle elezioni, per rientrare al secondo turno. «Non a Varese, non a Busto e se devo dirla tutta neanche a Gallarate. Qualcuno dice che sia troppo ottimista, ma sono cosciente che una classe dirigente come quella della Lega non può permettersi di spaccare un progetto politico a livello nazionale e locale. Si prenderebbe la responsabilità di far implodere l’alleanza di centrodestra e di mettere in diffcioltà Berlusconi. L’obbiettivo proiritario deve essere il governo paese, noi abbiamo sempre fatto passo indietro, la Lega deve fare lo stesso».
Ogni realtà è però, comunque, un capitolo a sé. A Gallarate il confronto tra le due anime molto diverse del centrodestra è acceso, da anni la Lega contesta le politiche della giunta monocolore del PdL, su vari fronti. Ma anche qui Caianiello è convinto di aver fatto tutto il possibile: «Noi non abbiamo mai chiuso la porta in faccia alla Lega, abbiamo fatto proposte anche sul pgt, sulla moschea», ricorda, rammaricandosi degli scarni frutti di un dialogo molto difficile.
Ora la prova elettorale non fa paura, il PdL – dice – non ha paura del confronto al primo turno. «Chi è che deve temere di perdere le elezioni? Il Pdl non teme nulla, ha la sua forza. Mentre a livello amministrativo la Lega ha sempre toccato livelli minimi, a Gallarate. Significherà che devono mettere in campo persone credibili. Candidano un moderato? Sconfessano la loro linea di questi anni, fanno come il Pd con Edoardo Guenzani». Nel senso che scelgono un candidato moderato, dietro cui però stanno – secondo Caianiello – voci radicali. «Antidemocratiche e giustizialiste» accusa, riferendosi al Pd, che però ha condiviso con la Lega l’opposizione dura al Pgt, arrivando a far saltare una settimana di lavori in consiglio.
Se a Gallarate lo scontro è aperto da mesi e l’esito della alleanza pare segnato, Nino Caianiello si stupisce ancor più per la scelta fatta da Bossi su Busto Arsizio: «in questa realtà è ancora più clamoroso, Farioli ha governato bene, la Lega ha avuto un’ampia responsabilità amministrativa, basti pensare alle deleghe ai Reguzzoni». Per questo l’annuncio di una possibile corsa solitaria stupisce il coordinatore provinciale del PdL, che si mostra ottimista e lancia qualche stoccata: «Io credo che alla fine si troverà una quadra. Dobbiamo credere che cercano solo la visibilità e i posti? Penso sia riduttivo delle parole di Umberto Bossi, sarebbe solo bassa macelleria politica».
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