Progetto palestra, 500 firme contro non bastano
Problemi logistici, base d'asta considerata troppo bassa, le elezioni che incombono: le opposizioni sono fermamente contrarie alla realizzazione del progetto voluto dalla giunta Ponzellini
Due anni di dura opposizione, raccolte di firme, assemblee pubbliche, progetti alternativi e ricorsi. I gruppi di opposizione a Comerio, quelli del “Gelso” in primis, ma anche Lega Nord e altri gruppi di cittadini più o meno organizzati, non si danno per vinti. La voglia di continuare a mobilitarsi rischia via via di venir meno, ma con le elezioni alle porte di arrendersi nessuno ha realmente voglia. L’argomento principe di discussione è la palestra di Comerio, progetto ormai datato che il Comune guidato da Carlo Ponzellini sembra volere a tutti e costi e che le opposizioni osteggiano in ogni modo. Negli anni sono state raccolte più di 500 firme contro l’ipotesi di costruire una palestra nel mezzo del paese, tra il centro e la scuola, in un punto complicato da raggiungere e difficile da gestire dal punto di vista logistico. In un paese con 1500 elettori circa 500 firme dovrebbero contare, ma l’amministrazione Ponzellini è andata dritta per la sua strada e non ha voluto discussioni: la palestra si farà in via Giardini, la gara d’appalto è partita, presto verrà scelta una delle 101 ditte che si è proposta e i lavori verranno eseguiti entro l’inizio del prossimo anno scolastico 2011/2012.
Ad essersi opposti con maggior forza sono stati i rappresentanti del “Gelso”, lista civica che sia in consiglio comunale, sia tra la gente, ha cercato di spiegare le proprie ragioni. A non piacere sono in particolare tre punti: il luogo dove sorgerà la palestra, giudicato d’ingombro più che d’utilità; il fatto che la palestra, così come progettata, non è né a norma per il Coni, né per il Csi; il fatto che le scuole di Comerio sono vecchie, inadeguate e che per entrare in palestra si dovrà passare da luoghi sensibili della scuola media (dalla mensa, tanto per capirsi). Anche per la costruzione sono sollevati dubbi e perplessità: ci sono difficoltà logistiche, il cantiere sarà di fianco alla scuola, che ha orari vincolanti per il carico e o scarico, dovrà essere bloccata la strada statale per la consegna dei materiali, serviranno più di 500 camion per portare via gli scavi con il traffico che ne conseguirà. A luglio il via alla gara d’appalto venne bloccato una prima volta grazie ad un cavillo: il Comune voleva spezzare l’appalto in più tronconi (tre) per non dare respiro nazionale alla gara, ma non si può fare. Ora il gruppo del “Gelso” ha presentato una diffida, inviata al Comune e alla Corte dei Conti, sull’analisi dei costi di realizzazione considerati troppo bassi: nel caso subentrino contenziosi economici ai danni del Comune (per modifiche, aumenti di costi o altro) saranno il Comune e i tecnici comunali a risponderne.
Quello che temono gli oppositori al progetto, per capirsi, è che in via Giardini resti un buco per anni, senza che nessuno riesca a costruire la palestra né niente altro. Un po’ per i costi troppo bassi richiesti alle ditte come base d’asta (tenendo conto di ribassi tra il 15 e il 20 %, si arriverà ad un prezzo di aggiudicazione di circa 550/600 mila euro), un po’ perché con le elezioni che incombono non si sa chi gestirà la fase esecutiva del progetto. Facendo due conti infatti, tra il periodo per valutare le offerte, l’assegnazione preliminare e il via ai lavori si arriva giusto giusto a maggio, quando i cittadini di Comerio saranno chiamati alle urne: nel caso non vincessero gli “eredi” di Ponzellini, ci potrebbero dunque essere ricorsi (con le relative penali dovute alla società che si aggiudica l’appalto), blocchi dei lavori e impugnazioni degli atti. Con costi elevati soprattutto per i comeriesi.
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