Mense scolastiche: genitori in visita alla cucina

Dopo alcune lamentele, i Servizi educativi hanno organizzato un incontro tra genitori e responsabili della refezione, direttamente in cucina

I genitori convocati alla cucina dell'Anna FrankRazioni scarse, frutta con i sassi, bambini non soddisfatti. I servizi educativi del Comune di Varese, dopo aver raccolto alcune lamentele di genitori insoddisfatti per il nuovo servizio di ristorazione,  hanno invitato a un faccia a faccia diretto parenti perplessi e gestori della refezione, direttamente “in cucina”.

Al centro di cottura della scuola Anna Frank è stata organizzata una giornata per conoscere il servizio. Presenti genitori e insegnanti della Commissione Mensa della scuola dell’obbligo.

La dottoressa Ulizi dei servizi Educativi ha introdotto la visita spiegando i numeri del servizio:  su una popolazione studentesca di oltre 5300 alunni, 3309 sono iscritti alla refezione. Quotidianamente il centro cucina di via Carnia ( a cui se ne aggiunge un secondo alla Parini) prepara un migliaio di razioni, tutte divise in scatoloni che vengono “insufflati” con vapore acqueo per mantenerne la temperatura.

 Il gruppo in visita alla centro di cottura della media FrankSotto gli occhi dell’assessore Tomassini, del dirigente dei servizi educativi Damanzio e dei responsabili della Vivenda spa, gli addetti hanno lavorato preparando gli ingredienti che arrivano sulla tavola dei bambini: « È impossibile che ai bambini non vengano servite porzioni regolari, preparate in base alle norme alimentari stabilite per legge – spiega il responsabile di Viveda Francesco Dossena – Noi forniamo sempre il 10-15% in più della quantità richiesta. Vi assicuro che esiste il problema inverso: c’è tanto spreco».

«Magari è potuto accadere che ci sia stato un problema di comunicazione al momento dell’ordinativo – aggiunge il dottor Damanzio – ma si tratta di casi sporadici, veramente eccezionali in un servizio così grosso e impegnativo».

Dal centro dell’Anna Frank partono anche, quotidianamente, almeno 150 pasti diversificati a causa di diete per patologie o credenze religiose: « Questi pasti seguono un percorso personalizzato e vengono distribuiti prima di tutti» racconta la dietologa del Comune Ulizi.

 Discorso aperto, invece, per quanto riguarda i nidi per i quali c’è stato un incontro separato con i genitori dato che, per regolamento, in questa fascia di età non esiste una commissione mensa: « In un asilo si sono lamentati per le porzioni – spiega Damanzio – abbiamo deciso di tenere sotto controllo, d’intesa con l’Asl, la situazione per capire cosa avvenga esattamente. Certo, andrebbe anche ricordato che le porzioni del pranzo sono studiate per bambini che assumono anche regolarmente la colazione… Ripeto, le critiche sono arrivate solo da un nido, ma vogliano vigilare in questa fascia d’età, magari allargando la commissione mensa».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Aprile 2011
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