“No a Gentile, sì ad Arrigoni”
La Fabbrica di Nichi di Varese propone di intitolare lo parco all'attivista italiano ucciso a Gaza
Riceviamo e pubblichiamo
Abbiamo provato ad ignorarla. Ci siamo detti "è solo una targa". L’abbiamo trovata uno scherzo di cattivo gusto, il modo più semplice per un assessore all’Ambiente per essere ricordato senza impegnarsi seriamente per l’ambiente, il territorio e il verde comune.
Abbiamo pensato fosse l’unica possibilità per una destra che, non avendo più nulla da raccontare e proporre può solo ricordarsi.
Intitolare uno spazio a Giovanni Gentile non è però solo una trovata pubblicitaria, una uscita goliardica, perchè una città costruisce attraverso la propria toponomastica la propria identità, sceglie i propri valori e i propri modelli, elabora la memoria comune.
Noi non riconosciamo Gentile nel nostro Pantheon etico e civile. Non lo riconosciamo come ministro fascista, perchè la nostra storia è quella della Resistenza, della Costituzione e dei valori di libertà e giustizia. Non lo riconosciamo come teorico di un sistema scolastico classista e aristocratico, perchè la nostra scuola è aperta alle pluralità e alle contaminazioni, ha come scopo la libera produzione e condivisione dei saperi, non la legittimazione dello status quo.
Non permetteremo che uno spazio così caro a molte generazioni, così caratterizzante della quotidianità delle studentesse e degli studenti sia intitolato a Gentile. Siamo indisponibili e continueremo a
proporre valori e alternativi reintitolando lo spazio a personalità dai vissuti e dal pensiero adatti a raccontare una città e una scuola di oggi e per il domani, non del Ventennio.
Per stasera il parco vicino al masso sacro è lo spazio verde pubblico Vittorio Arrigoni.
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